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Tg Ambiente, edizione del 23 novembre 2021

Si parla di ecomafia, alluvioni e tenuta Castelporziano
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– NEANCHE COVID FERMA ECOMAFIA, 4 ECOREATI/ORA IN 2020

Nel 2020, anno nero segnato dalla pandemia Covid-19, l’Ecomafia non conosce lockdown o pause, né risparmia l’ambiente. Sono 34.867 i reati ambientali accertati lo scorso anno, +0,6% rispetto al 2019, alla media di oltre 95 reati al giorno, 4 ogni ora. A fotografare la situazione è il nuovo rapporto Ecomafia 2021 di Legambiente. Sempre alta l’incidenza dei reati ambientali accertati nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, Sicilia, Campania, Puglia e Calabria: esattamente 16.262, il 46,6% del totale nazionale, con 134 arresti, nel 2019 erano stati “soltanto” 86. Nella classifica regionale, Campania, Sicilia, Puglia sono le regioni più colpite da illeciti ambientali. Al quarto posto quest’anno sale il Lazio con 3.082 reati, con un incremento del 14,5% sul 2019, superando così la Calabria. Aumentano le persone denunciate: 33.620, +12% rispetto al 2019, le ordinanze di custodia cautelare eseguite 329, +14,2%, i sequestri effettuati sono 11.427, +25,4%, ma cala il numero complessivo dei controlli, passati da 1.694.093 del 2019 a 1.415.907 del 2020, con una flessione del 17% rispetto al 2019. La Lombardia resta la regione con il maggior numeri di arresti. Preoccupante anche il numero dei comuni commissariati per ecomafia sino a oggi, ben 32, dei quali 11 sono stati sciolti nei primi nove mesi del 2021.

– ITALIA A RISCHIO ALLUVIONI, 5,4% AREE ALLAGABILI

Italia a rischio alluvioni. Circa il 5,4% del territorio nazionale ricade in aree potenzialmente allagabili, secondo uno scenario di probabilità/pericolosità elevata, e questa percentuale sale al 14% in caso di scenario di probabilità/pericolosità bassa. Nelle aree a pericolosità elevata risiede il 4,1% della popolazione nazionale e ricade il 7,8% dei beni culturali, valori che raggiungono rispettivamente il 20,6% e il 24,3% nelle aree potenzialmente allagabili con bassa probabilità. Il 7,4% dei comuni italiani ha almeno il 20% della superficie in area allagabile in caso di scenario di probabilità elevata. Così il Rapporto ISPRA sulle condizioni di pericolosità da alluvione in Italia e indicatori di rischio associati. Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Calabria le regioni in cui le percentuali di territorio potenzialmente allagabile risultano superiori alla scala nazionale. Le Regioni con le maggiori percentuali di territorio potenzialmente allagabile per lo scenario di pericolosità elevata, sono la Calabria con il 17,1% del territorio regionale e l’Emilia Romagna con l’11,6%. La Provincia di Crotone è quella con maggiori percentuali di aree allagabili e popolazione esposta, mentre Ferrara è la Provincia in cui la popolazione esposta a rischio di alluvione, in caso di scenario di pericolosità media e bassa, è il 100% di quella residente.

– RECORD ‘DISPENSA ITALIA’, 5.333 SPECIALITÀ A TAVOLA

Sono ben 5.333 le specialità alimentari tradizionali che nel 2021 che compongono la ‘dispensa Italia’, veri e propri tesori dell’agroalimentare salvati dalla pandemia grazie agli agricoltori per sostenere la rinascita del Paese. Li ha elencati il nuovo censimento delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni presentato dalla Coldiretti al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione. Ai raggi X tutti i diversi tipi di pane, pasta, formaggi, salumi, conserve, frutta e verdura, dolci e liquori tradizionali che compongono il patrimonio enogastronomico nazionale, classificati per regione e tipologia, con gli esempi più curiosi, più rari, più antichi, più ricchi di proprietà salutistiche nella più ampia esposizione della variegata offerta territoriale mai realizzata prima. Grazie all’opera di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari, il numero delle tipicità regionali che l’Italia può offrire è passato dalle iniziali 2.188 del primo censimento nel 2000 alle 5.333 attuali con un aumento del 167% dei prodotti salvati dal rischio di estinzione, accelerato dall’emergenza sanitaria. La Campania si piazza in testa alla classifica delle regioni con più specialità tipiche, ben 569, davanti a Toscana, 463, e Lazio, 438. A seguire Emilia-Romagna con 398 e Veneto con 384), davanti al Piemonte con 342 specialità e alla Puglia che può contare su 311 prodotti.

– ROMA, A TENUTA PRESIDENZIALE CASTELPORZIANO CONFERITA CERTIFICAZIONE PEFC

Seimila ettari di foresta dal grande valore naturalistico e con un grande livello di biodiversità. Un ‘polmone verde’ di Roma che custodisce al suo interno oltre 3.000 specie animali e oltre 1.000 varietà floristiche. È la tenuta presidenziale di Castelporziano, una delle tre residenze del capo dello Stato, che ha da poco ottenuto la certificazione per la Gestione Forestale Sostenibile dal Pefc Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes). Una certificazione, data per la prima volta nel Lazio, che premia la gestione attiva e la programmazione del patrimonio forestale. “La certificazione Pefc- ha spiegato Antonio Brunori, segretario generale Pefc Italia- valuta non solo la gestione del bosco ma tutte le relazioni con gli animali, la cittadinanza e il clima. Qui c’è anche una pianificazione per prevenire i problemi legati ai cambiamenti climatici, all’insorgere di nuove malattie, agli incendi dolosi e alla sovrappopolazione di animali”. Un patrimonio, ha sottolineato invece la direttrice della Tenuta, Giulia Bonella, di cui possono godere anche i cittadini, attraverso “le aperture al pubblico, l’accoglienza delle scuole e le tante iniziative a favore degli anziani”.

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