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Si chiamerà Plenitude la divisione rinnovabili e retail di Eni

plentitude
Punta a valorizzare le attività retail gas&power e rinnovabili
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MILANO – Plenitude: questo il nome della nuova divisione di Eni che punta a valorizzare le attività retail gas&power e rinnovabili del ‘Cane a sei zampe’. L’annuncio è stato dato durante il Retail and renewables Capitale markets day a Milano. La transizione energetica “è prima di tutto una sfida tecnologica”, spiega Claudio Descalzi, Amministratore Delegato del ‘Cane a sei zampe’, parlando al corso del Retail and renewables Capitale markets day in corso a Milano, “lo sviluppo e la rapida implementazione da parte di Eni di tecnologie proprietarie ha creato un vantaggio competitivo nel nostro settore. Oggi, per valorizzare le nostre soluzioni tecnologiche e liberare il loro pieno potenziale, stiamo creando veicoli aziendali indipendenti, come Plenitude, con strutture finanziarie pienamente ottimizzate. Questa società attirerà nuovo capitale, libererà valore e accelererà la transizione energetica“.

“Il modello di business di Plenitude ci consentirà di generare valore in un mercato sempre più competitivo, di crescere, di fornire prodotti decarbonizzati ai nostri clienti e ridurre a zero le emissioni di CO2 Scope 3 entro il 2040”, aggiunge Stefano Goberti, amministratore delegato di Plenitude. Plenitude dichiara l’impegno a raggiungere il target di “emissioni nette pari a zero entro il 2040”, fornendo “il 100% di energia decarbonizzata a tutti i clienti”. Nell’energia elettrica, la società punta a “vendite B2C“, ai clienti, “completamente decarbonizzate già dal 2022 e, entro il 2030, tutte le vendite saranno decarbonizzate”. La generazione da rinnovabili “è attesa coprire la domanda dei clienti nel 2040”. Nel gas, i clienti avranno a disposizione “contratti di fornitura con emissioni Scope 3 azzerate tramite compensazione, con l’obiettivo di fornire il 100% di gas decarbonizzato entro il 2040″.

Per quel che riguarda le rinnovabili Plenitude si pone un “obiettivo di oltre 6 GigaWatt di capacità installata rinnovabile entro il 2025″ con “una pipeline di progetti ben identificati”, per poi raggiungere “oltre 15 GW di capacità installata entro il 2030”. Ci sono “oltre 10 GW di progetti identificati in fase di sviluppo, di cui più di 5 GW in esercizio, in costruzione o in fase avanzata di sviluppo”. La pipeline di progetti è quindi “pari a 1,6 volte l’obiettivo relativo al 2025 di 6 GW di capacità installata”. L’attuale serie di progetti è “diversificata in termini di diffusione geografica e di tecnologie rinnovabili (solare, eolico onshore e offshore), con una crescente esposizione futura su progetti solari”.

DESCALZI (ENI): “MANTERREMO QUOTA ALTA IN PLENITUDE, GREEN ATTIRA

Per quanto riguarda Plenitude “manterremo una quota molto alta nella compagnia”, dichiara ancora Descalzi, rispondendo alle domande degli analisti nel corso del Retail and renewables Capitale markets day a Milano. “Negli ultimi sette, otto anni abbiamo investito molto in tecnologie per la realizzazione di nuovi prodotti“, ricorda Descalzi, “siamo molto impegnati in settori come il biogas e l’idrogeno, ma anche in nuove tecnologie come nel solare”, quindi con Plenitude l’impegno di Eni “non è solo come azionisti ma anche come compagnia madre, che sostiene le tecnologie che stiamo sviluppando”.

DESCALZI (ENI): “PLENITUDE SARÀ 100% RINNOVABILE”

Per Eni “il primo passo nello Scope 3 è Plenitude: raggiunge prima di noi, nel 2040, una completa decarbonizzaione nei settori Scope 1, 2 e 3. Non è offset, è completa decarbonizzazione”, prosegue Descalzi. Le Scope 3 sono le emissioni indirette dovute all’attività dell’azienda, incluse le fonti emissive non sono sotto il diretto controllo aziendale ma le cui emissioni sono indirettamente dovute all’attività dell’azienda, come quelle relative alla mobilità dei dipendenti, alla catena di fornitura, all’utilizzo dei beni prodotti. “Le emissioni Scope 3 è quanto produce il cliente quando consuma il nostro prodotto”, precisa Descalzi, “è essenziale ridurre il contenuto di carbonio e raggiungere il mercato” che reagisce alla domanda dei clienti di prodotti decarbonizzati. “Lo Scope 3 di Eni è molto diversificato- spiega l’ad del ‘Cane a sei zampe’- le assunzioni che abbiamo fatto sono state le più restrittive di tutta l’industria, non solo di ciò che produce e vende Eni o Plenitude, ma anche di quello che compriamo da altri, da terzi, c’è un grosso sforzo”. In tutto ciò, conclude Descalzi, “dobbiamo fare un reset seguendo la COP26, è una fase molto dinamica anche perché gli obiettivi continuano a aumentare, ma noi siamo dentro”.

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