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A Roma occupato il liceo Machiavelli

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Salgono a 16 le scuole romane occupate dagli studenti dall'inizio dell'anno scolastico
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ROMA – Anche la sede di via dei Sabelli del liceo ‘Machiavelli’ è stata occupata proprio ora dagli studenti e dalle studentesse, dopo la votazione favorevole di un’assemblea straordinaria in cortile. Dopo le cinque scuole di ieri, nella mattinata di oggi sono stati occupati altri quattro licei: ‘Morgagni‘, ‘Newton‘ succursale, ‘Nomentano’ succursale ed ora anche la sede di via dei Sabelli del ‘Machiavelli’. Ad oggi sono 16 in totale le scuole romane che sono state occupate dagli studenti dall’inizio dell’anno scolastico.

Gli studenti e le Studentesse sono stanchi di sentirsi presi in giro dalle istituzioni che, invece che cercare di saldare i rapporti con noi, trovano sempre un modo per evitare un confronto serio e proficuo– scrivono in un comunicato gli studenti e le studentesse del ‘Machiavelli’- il nostro Istituto presenta problemi di carattere strutturale, specialmente in sede centrale, che a causa di organi istituzionali come Città Metropolitana non si riescono a risolvere. Ricordiamo che uno studente ha rischiato di farsi molto male a seguito di una vicinissima caduta di una trave di legno chiodato dell’impalcatura del Villino Centurini, la sede centrale”.

Oltre agli edifici che cadono letteralmente a pezzi, gli studenti e le studentesse sono stanchi “di una scuola che pensa esclusivamente alle valutazioni e non più alla vera formazione dello studente come individuo in una società”, scrivono. “Il Pnrr dà risposte insufficienti a quella che sarà la generazione futura– concludono- Non è possibile che quello che in altri paesi viene chiamato ‘Next Generation’, in Italia sia solo una manovra politica giocata a tavolino, che non permetterà ai ragazzi e alle ragazze un futuro stabile. E che gli investimenti non aiuteranno a risolvere i problemi cronici della scuola italiana, edilizia e didattica in primis. Gli studenti e le studentesse di questa scuola, meritano di essere ascoltati dalle Istituzioni e che questa protesta è il frutto di un malcontento generale che viene dalla situazione precaria che subiscono. Questa occupazione serve a ricreare un lavoro autogestito di educazione, solidarietà e sensibilizzazione. Siamo convinti che la creazione di corsi tematici in un edificio scolastico occupato sia il giusto segnale per rendere gli studenti e le studentesse più partecipi e sensibilizzati ad un mondo dal quale sono costantemente allontanati”.

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