Il consigliere della Lega contro i gay: “Ora la giornata del cattolico eterosessuale”

Mette tutto nero su bianco il leghista Gregorio Martinelli Da Silva in un'interrogazione rivolta al sindaco di Bagno a Ripoli. Una richiesta che ha sollevato reazioni aspre
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FIRENZE – Discriminato perché “i gay hanno più gusto”. Addirittura molestato “con avance che spesso si sono tradotte in palpate, commenti ed altri tipi di aggressioni”. Lo mette tutto nero su bianco il consigliere comunale di Bagno a Ripoli Gregorio Martinelli Da Silva, della Lega, in un’interrogazione rivolta al sindaco Francesco Casini per chiedere una giornata in difesa del “cattolico eterosessuale”, che, come reso noto dal Pd, dovrebbe essere discussa dall’aula il 30 novembre. Una richiesta che ha sollevato reazioni aspre dello stesso sindaco e dei dem

Nell’atto l’esponente del Carroccio si scaglia sulla legge per il reato di omofobia (la cosiddetta legge Zan) che ha già ottenuto il primo sì alla Camera: non sarà “possibile esprimere i propri pensieri riguardo l’argomento omosessualità a meno che non siano elogi, venendo emarginati o addirittura puniti coloro i quali vedono le relazioni omosessuali come gravi depravazioni”, scrive. “Con l’avanzamento di questa ideologia arriveremo anche al punto di penalizzare tutta la categoria degli eterosessuali, soprattutto maschi“. E ancora, quelli degli omosessuali sono “atteggiamenti che per quanto mi riguarda sono da condannare (condannare non vuol dire punire), mascherata come se fossero iniziative in difesa contro qualcosa che non esiste sono in realtà il trampolino di lancio” per l’adozione, “che ha come conseguenza la pratica dell’utero in affitto, fino ad arrivare un giorno al matrimonio gay”. 

Parole che fanno “rabbrividire” il sindaco Casini: “Una sequenza di deliri e luoghi comuni violenti, aberranti e pericolosi, che vanno oltre i limiti della ragione, utilizzati dal consigliere di Salvini per chiedere l’istituzione di una giornata dedicata a coloro che secondo lui sarebbero i ‘veri discriminati’, per di più ‘costantemente minacciati’, i cattolici eterosessuali”, scrive su Facebook. “Da cattolico, dico che i veri valori del cattolicesimo non hanno niente a che vedere con questo vergognoso attacco all’omosessualità. Tra post sessisti contro le donne e visite a Predappio per omaggiare Mussolini, pensavamo qui in Toscana di aver visto tutto dai consiglieri della Lega. Ma evidentemente al peggio non c’è mai fine”. 

Insorge anche il Pd: “L’interrogazione ci colpisce profondamente e rappresenterebbe, se portata in Consiglio comunale, un punto di non ritorno nel dibattito democratico assolutamente da evitare. Il testo rappresenta la negazione di ogni principio democratico, di libertà, uguaglianza, fratellanza e umanità e istiga, di fatto, alla discriminazione sessuale. Le parole usate dal consigliere Martinelli sono lesive degli stessi valori che stanno alla base della nostra Costituzione”. Per questo “ci auguriamo non soltanto che l’atto venga ritirato, ma che da parte della Lega ci sia una netta e chiara presa di distanza dalle affermazioni di un suo rappresentante, nonché un’immediata richiesta di scuse”.

ANCHE LEGA PREDE DISTANZE DA CONSIGLIERE BAGNO A RIPOLI

Gregorio Martinelli ha fatto tutto da solo. Ha formulato “in totale autonomia” la richiesta di istituire la giornata del cattolico eterosessuale a Bagno a Ripoli. Anzi, “era stato diffidato dal presentare questo documento“. Lo spiega il commissario toscano del Carroccio, Daniele Belotti. Per questo a breve il consiglio della Lega Toscana “valuterà gli opportuni provvedimenti nei confronti del consigliere”, assicura. 

Pur ribadendo la contrarietà della Lega alla legge Zan, in particolare in merito all’obbligo di trattare questioni legate al mondo Lgbt nelle scuole elementari e medie, le affermazioni contenute nel testo presentato dal consigliere di Bagno a Ripoli sono lontane dal nostro modo di concepire la società di oggi e non possiamo che prenderne le distanze. Oltretutto, in un momento drammatico in cui milioni di famiglie italiane hanno bisogno di risposte per arrivare alla fine del mese e non di fantomatiche giornate dell’etero cattolico”. Del resto, conclude, “la Lega aveva proprio denunciato con forza come Pd e 5 Stelle avessero obbligato il Parlamento a discutere per ben quattro giorni sull’omofobia, dimenticando i problemi reali della gente che sta perdendo il posto di lavoro o chiudendo la propria attività. Il tutto solo per questioni ideologiche e di scambi politici all’interno della maggioranza parlamentare”. 

Intanto, però, la polemica non si placa. Alle critiche si unisce anche la Cgil: quelle del consigliere “sono parole inaccettabili e da condannare. Questa interrogazione riporta indietro questo Paese ai suoi anni più bui del ventennio fascista, in cui c’erano privazioni di libertà personale e di espressione sessuale. Le vere discriminazioni sono quelle di chi vuole imporre stereotipi sull’orientamento sessuale delle persone: sono invece le differenze di genere un arricchimento della nostra società”.

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