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Speranza e il ricordo del terremoto dell’Irpinia: “Impegnarsi nella previsione dei rischi”

Il ministro della Salute, originario di Potenza, scrive al sindaco di Balvano, uno dei comuni lucani più colpiti dal sisma del 1980
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POTENZA – “Egregio sindaco, caro Costantino, sono davvero spiacente di non poter essere lì con voi oggi. La fase che stiamo vivendo richiede un impegno senza sosta nella lotta al virus che è ancora molto dura e richiede ogni energia”. Così, in una lettera inviata al sindaco di Balvano, Costantino Dicarlo, il ministro della Salute Roberto Speranza, che oggi avrebbe dovuto partecipare alla celebrazione della messa in ricordo delle vittime del sisma del 23 novembre 1980. Balvano fu uno dei comuni della Basilicata più colpiti, con 77 vittime, di cui 66 bambini e adolescenti, rimaste sotto le macerie nel crollo del tetto della chiesa.

Speranza, originario di Potenza, ricorda come avesse quasi 2 anni quando è successo. “Eppure- racconta- sento con forza tutto il dolore che le nostre comunità hanno attraversato dal 23 novembre1980. Ricordo i racconti dei miei genitori e delle mie nonne, la descrizione esatta di dove si trovavano in quel momento disperato, le enormi difficoltà dei momenti successivi e la estenuante ricerca di superstiti”. Ancora, “l’arrivo di volontari da tutto il paese, la solidarietà nazionale, la presenza del presidente Pertini e del Santo Padre. La lenta ricostruzione. Questo dolore – scrive – si unisce a quello provato da tutte le altre comunità che in Italia sono purtroppo state colpite negli anni successivi da altri terremoti”. Nel rispetto di tutte le vittime, “non smettiamo mai di impegnarci nell’aiutare chi per il terremoto ha perso la propria casa, il proprio lavoro, la propria attività– continua la lettera- Allo stesso tempo non dobbiamo mai smettere di impegnarsi nella previsione dei rischi che il nostro paese continua a correre”.

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Speranza sottolinea poi come l’Italia sia uno dei paesi a maggiore rischio sismico. “La nostra comunità scientifica e la Protezione Civile sono incessantemente anche su questo. Non dobbiamo mai dimenticare quanto accaduto. Coltivare la memoria– conclude il ministro- significa battersi ogni giorno perché la nostra terra possa avere un futuro migliore”.

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