Integratori alimentari ai bambini, Sifo: “Serve cautela”

Integratori alimentari e prodotti della medicina alternativa si stanno diffondendo sempre più all’insegna del motto “è un prodotto naturale”. Ma questo non è sempre vero. Il punto al congresso dei farmacisti ospedalieri
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GENOVA – Integratori alimentari e omeopatici: il loro utilizzo è sempre più diffuso, soprattutto nella popolazione pediatrica. E spesso questi prodotti vengono dati ai bambini senza nemmeno interpellare il pediatra di riferimento, dando vita a situazioni potenzialmente pericolose per la salute dei più piccoli per il rischio di reazioni avverse. È anche alla luce di questa realtà che Sifo, la Società dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie, ha deciso di parlare di questo tema in occasione del XL Congresso annuale della società (in corso a Genova fino al 24 novembre).

‘Naturale’ non sempre è sicuro

Integratori alimentari e prodotti della medicina alternativa si stanno diffondendo sempre più all’insegna del motto “è un prodotto naturale”. Ma un prodotto non è sicuro solo perchè è ‘naturale’: anzi, proprio per il suo profilo di attività ‘fisiologica’, i prodotti naturali possono talvolta determinare effetti inattesi e indesiderati. Ne sono un esempio le recenti segnalazioni sulla curcuma ed i sospetti casi di epatite.

Ospite e relatore al congresso Sifo, Luigi Memo (consigliere nazionale di Sip) a questo proposito è perentorio: “Prima di somministrare integratori ai bambini, sarebbe sempre auspicabile, sentire il consiglio del pediatra di fiducia”. Anche perché, ricorda Sifo, gli integratori sono concepiti per contribuire al benessere ma non per curare. Le condizioni patologiche vanno trattate con i farmaci e in nessun caso un integratore può farne le veci.

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Attenzione al ‘fai da te’

Una recente ricerca pubblicata su “Pediatrics” conferma che sono molti gli adolescenti che consumano integratori, in particolare creatina e stimolatori del testosterone e dimostra inoltre che i giovani accedono alle informazioni su questi prodotti non tanto negli studi medici, quanto direttamente nei negozi o nelle palestre. Questa tendenza diffusa tra i più giovani al “fai da te” con gli integratori contribuisce ad aumentare il loro rischio di salute: per la creatina si parla di danno epatico e della funzione renale, di disidratazione e crampi muscolari; e per gli stimolatori del testosterone di policitemia, aumentata viscosità sanguigna, effetti epatotossici, disfunzione e neoplasia epatica ed esacerbazione o sviluppo di apnea notturne.

Sifo: “Serve cautela”

Il messaggio che esce dal congresso è dunque quello di un auspicio a muoversi con cautela quando si ha a che fare con la sfera degli integratori alimentari: il tema è quanto mai caldo e vede coinvolta tutta la comunità scientifica, a partire dal ministero della Salute, che proprio pochi giorni fa ha pubblicato un decalogo per il corretto uso degli integratori alimentari. Nello stesso indirizzo va la creazione, che risale allo scorso anno, del portale Vigierbe (gestito dall’Istituto Superiore di Sanità) dove chiunque, pazienti compresi, può segnalare effetti indesiderati ed inattesi conseguenti l’utilizzo di integratori alimentari. I farmacisti di Sifo continueranno a lavorare, nei prossimi mesi, per incrementare l’utilizzo di questi database e arrivare così ad ampliare le conoscenze sulla sicurezza d’impiego di questi prodotti.

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Parte un’alleanza Sifo-Sip

L’attenzione di Sifo per il mondo dei bambini viene ribadita anche attraverso un’importante ‘alleanza’ che viene lanciata proprio dal congresso: farmacisti ospedalieri e pediatri insieme per dare una risposta ai bisogni di salute dei piccoli pazienti: Sifo ha infatti firmato un accordo di partnership con la Sip (Società Italiana di Pediatria), arrivato dopo mesi di lavoro fianco a fianco su varie tematiche. L’obiettivo della convenzione Sifo-Sip è promuovere un’attiva collaborazione tra pediatri e farmacisti, che già si concretizza efficacemente in alcune realtà italiane quale quelle degli ospedali pediatrici (ad esempio in ambito galenico, nutrizione parenterale e non solo).

“La partnership si propone di realizzare congiuntamente studi e relative pubblicazioni, attraverso l’attivazione di gruppi di studio nel campo della terapia pediatrica sulla posologia corretta in età pediatrica, l’uso off-label, la farmacovigilanza”, spiega Anna Marra, tutor della sessione e responsabile dell’area Farmacovigilanza di Sifo. I farmacisti ospedalieri lavoreranno anche, insieme a Sip, per promuovere campagne di sensibilizzazione sul tema delle reazioni avverse, coinvolgendo oltre ai pazienti i proprio iscritti ma anche gli stessi pediatri. 

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I farmaci per bambini e l’utilizzo off label

Un altro tema molto caldo quando si parla di farmaci pediatrici è quello del cosiddetto utilizzo ‘off label’, ovvero l’impiego di medicinali con modalità diverse da quelle autorizzate o non studiati specificatamente per i bambini per la mancanza di sperimentazioni cliniche effettuate sulla popolazione pediatrica. Sifo da tempo è attiva per implementare la farmacovigilanza in questo settore (anche alla luce della recente normativa europea in tema di Farmacovigilanza, recepita in Italia dal 2015, che ha esteso il concetto di reazione avversa anche agli utilizzi off-label).

La stessa partnership firmata con la Sip, poi, ha tra i suoi obiettivi specifici proprio quello di approfondire il tema della farmacovigilanza in ambito pediatrico. Ma non solo. Restando infatti aperto il grande tema della mancanza, a livello nazionale, di un data base delle prescrizioni off-label (esistono elenchi specifici messi a punto da Aifa e prontuari regionali come quello dell’Emilia-Romagna), i farmacisti di Sifo e i pediatri aderenti alla Sip potrebbero riprendere in mano con forza il progetto di creare un unico data base nazionale.

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