Giubileo, Gabrielli: “Il terrorismo si combatte con l’intelligence, non con agenti in strada”

L'attività "non visibile" è quella principale nella prevenzione al terrorismo, spiega Gabrielli
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ROMA – “La battaglia contro il terrorismo non si vince o si perde per la presenza in strada di poliziotti, carabinieri, finanzieri e militari ma per il sistema di sicurezza nel suo complesso che vede l’attività non visibile come la principale”. Lo ha affermato il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, presentando InfoGiubileo. “La differenza- ha aggiunto- non la fa il numero di agenti schierati ma la loro disposizione sul territorio, la capacità di reazione e la capacità di impedire che certi eventi accadano”.

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“Oggi trovano applicazione le misure di sicurezza contenute nell’ordinanza disposta dal questore per il Giubileo. Le misure sono ancora più stringenti, non cambiera’ nulla dal punto di vista delle libertà e dei diritti dei cittadini- ha spiegato Gabrielli-, perché tutte queste disposizioni sono a normativa vigente. Stiamo solo usando gli strumenti che il nostro ordinamento ci mette a disposizione”.

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“Se qualcuno pensa che il controllo sia la camionetta con i militari h24 lo invito a calcolare quanti luoghi sensibili, come scuole e musei la nostra Capitale vanta. Neanche l’esercito Usa potrebbe garantire questa sorveglianza e sarebbe esso stesso un motivo di sconfitta. Avremmo più militari che cittadini”, ha proseguito il Prefetto. “A me interessa di più che i soggetti che non si vedono lavorino per non farci assistere a fatti come quelli di Parigi- ha aggiunto- Il questore ha disposto una serie di servizi itineranti che mettono al centro tutti i luoghi di aggregazione, che hanno la nostra massima attenzione, ma da qui a parlare di presidi non solo non è umanamente possibile ma sarebbe essa stessa una sconfitta prima di iniziare il confronto”. (foto L. Inciocchi)

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