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VIDEO | Viaggio a Auschwitz, Rocca (Fdi): “Venire qui ti cambia la vita”

Il consigliere Fdi in Assemblea capitolina partecipa al Viaggio della Memoria 2023 organizzato da Roma Capitale e dalla Città metropolitana, insieme a oltre 200 studenti delle scuole superiori di Roma e provincia

Pubblicato:23-10-2023 14:10
Ultimo aggiornamento:24-10-2023 14:18
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Auschwitz (Polonia) – “Come ci hanno spiegato oggi testimoni bisogna ricordare, ricordare e raccontare anche se fa male. Quella di oggi, con la visita ad Auschwitz e Birkenau, è una di quelle giornate che ti cambia la vita: è la prima volta che vengo qui e ci si rende conto, per quanto possibile, di cosa sia capace di creare il genere umano. Parliamo di crimini contro altri esseri umani commessi con una cattiveria e una programmazione che fa veramente spavento, e sentirlo raccontare dalla bocca di Sami e Tatiana è qualcosa che tocca e fa venire i brividi”. Lo ha detto all’agenzia Dire il consigliere di Fratelli d’Italia in Assemblea capitolina, Federico Rocca, in occasione della visita ad Auschwitz nell’ambito del Viaggio della Memoria 2023 organizzato da Roma Capitale e dalla Città metropolitana, insieme a oltre 200 studenti delle scuole superiori di Roma e provincia.

In posti come questi, ha sottolineato Rocca, “si capisce veramente perché si dice ‘mai più’, mai più in nessun modo: mai più pensarlo, mai più concepirlo, mai più mettere in discussione o negare quello che è stato, un mai più che deve essere scolpito nella pietra ma soprattutto nei nostri cuori e nelle nostre menti“. Vedere con i propri occhi il prodotto della follia nazista, soprattutto per gli studenti, è secondo il consigliere “un’esperienza importante e che va fatta, per quanto si possano leggere libri e vedere documentari e film, arrivare qui ti dà una consapevolezza maggiore. E raccontarlo ai ragazzi, soprattutto alle nuove generazioni che sono figlie purtroppo di una comunicazione molto veloce e superficiale, e portarli qui ad approfondire un tema come la Shoah e la deportazione, con lo sterminio sistematico degli ebrei e di tante altre persone che sono finite nei campi di concentramento, è qualcosa che dovrebbe rientrare nella programmazione di ogni scuola, ogni istituzione, ogni Stato e ogni nazione”. Insomma, ha concluso Rocca, “è necessario raccontare, avere consapevolezza, comprendere cos’è accaduto per capire subito quando qualcosa si può star riaccendendo, affinché la società abbia le necessarie sentinelle d’allarme in grado di poter sprigionare quegli anticorpi in grado di portarci a dire ‘mai più'”. 


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