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Green Pass, l’appello di Lepore agli autisti Tper: “Mettetevi una mano sulla coscienza e vaccinatevi”

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Il neo sindaco di Bologna interviene sulle difficoltà di Tper, azienda del trasporto pubblico locale, dopo l'introduzione del Green Pass
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BOLOGNA – Tper a Bologna è costretta a diradare le corse dei bus perché ogni giorno mancano all’appello 75 autisti privi di Green pass e il sindaco Matteo Lepore rivolge un appello pubblico a questi lavoratori: l’invito è a vaccinarsi e dotarsi di certificazione, perché in gioco c’è “una questione di salute pubblica e anche di rispetto dei loro colleghi che stanno lavorando al posto loro per assicurare un servizio pubblico”.

Come prima cosa, afferma Lepore oggi a margine di un evento pubblico, “voglio ringraziare i lavoratori che si presentano a lavoro e che sostituiranno i loro colleghi facendo ore di straordinario”. Come amministrazione “siamo in stretto contatto con Tper, stiamo monitorando la situazione e per ora particolari disagi non ce ne sono stati perché in realtà questo tema è già presente da diversi giorni“, aggiunge il primo cittadino.

“Settimana per settimana lavoreremo assieme a Tper per assicurare le corse e chiaramente, come sindaco della città- continua Lepore- faccio appello a tutti quelli che ancora non si sono vaccinati e non hanno il Green pass di mettersi una mano sulla coscienza, perchè è una questione di salute pubblica e anche di rispetto dei loro colleghi lavoratori che stanno lavorando al posto loro per assicurare un servizio pubblico”.

Contro Tper si esprime intanto Marta Evangelisti (Fdi), consigliera metropolitana e neo consigliera comunale, definendo “inconcepibile la riduzione delle corse”. Il fatto che molti dipendenti fossero privi di Green pass “era ampiamente prevedibile e la situazione pare sia peggiorata stante la decisione dell’azienda di non sobbarcarsi il costo dei tamponi necessari al rilascio della certificazione”, dichiara Evangelisti in una nota. “Corre l’obbligo di ricordare come non stiamo parlando di una azienda qualsiasi, ma di una partecipata di cui la Regione detiene il 46,13%- scrive poi Evangelisti- il Comune di Bologna il 30,12% e la Città metropolitana il 18,79%”. Un’azienda “i cui utili a bilancio non sono proprio due spiccioli”, aggiunge l’esponente di Fdi.

“Ci chiediamo quindi, in primis- continua Evangelisti- se non era il caso di organizzarsi preventivamente senza, ancora una volta, penalizzare i cittadini sia per i disagi che deriveranno dal servizio carente, sia per i costi, quelli degli abbonamenti, che già hanno sostenuto, facendo affidamento sulla completezza delle corse”. Infine, “rimaniamo sorpresi che proprio gli enti che tanto si dicono attenti alla sostenibilità dei trasporti- conclude Evangelisti- si facciano trovare impreparati quando occorra, favorendo in questo caso, inevitabilmente l’utilizzo del mezzo privato”.

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