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Rinascente Palermo, slitta l’incontro sul canone: 150 posti di lavoro a rischio

I lavoratori si sono detti disponibili "a voler sacrificare" parte della loro retribuzione per tutta la durata del contratto di affitto
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PALERMO – Slitta a mercoledì l’incontro sulla vertenza Rinascente a Palermo. Lo storico marchio di grandi magazzini non ha ancora trovato l’intesa con Fabbrica Immobiliare Sgr, che gestisce l’immobile, sul canone d’affitto dei locali che ospitano il punto vendita di Palermo. L’incontro di oggi, che avrebbe dovuto svolgersi in remoto con la supervisione del ministero del Lavoro, è stato rinviato a mercoledì.
“Segno del prosieguo sottotraccia delle trattative”, evidenziano fonti alla Dire. Sono circa 150 i posti di lavoro a rischio nel punto vendita di via Roma: ai 78 dipendenti Rinascente, infatti, si aggiungono quelli dei punti ristoro, della vigilanza, dei servizi di pulizia e i cosiddetti ‘boxisti’, lavoratori delle aziende titolari degli stand installati all’interno del punto vendita.

“Grazie al nuovo incontro promosso dal governo nazionale su richiesta anche del Comune e delle organizzazioni sindacali – evidenziano il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e l’assessora al Lavoro, Giovanna Marano – si potrà ancora ricercare una soluzione utile a consentire all’azienda di permanere sul territorio palermitano, salvaguardando l’occupazione del centinaio di famiglie coinvolte e la qualificazione di un importante zona del centro storico”.

Nei giorni scorsi alcuni dipendenti Rinascente di Palermo hanno lanciato una provocazione: in una lettera indirizzata alla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, ma inviata anche all’azienda, all’ente previdenziale Inarcassa che possiede l’edificio e a Fabrica Immobiliare, i lavoratori si sono detti disponibili “a voler sacrificare” parte della loro retribuzione per tutta la durata del contratto di affitto al fine di “concorrere alla riduzione di un terzo del divario che separa il raggiungimento della somma richiesta da Fabrica Immobiliare”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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