VIDEO | Svolta sulla scomparsa di Angela Stefani. Arrestato per omicidio il compagno

Nella ricostruzione dei Ris di Messina si sono rivelati decisivi gli esami con il luminol e i rilievi su alcune tracce di sangue
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PALERMO – Svolta nelle indagini sulla sorte di Angela Stefani, la donna originaria del Bolognese scomparsa nel febbraio scorso a Salemi, in provincia di Trapani. Questa mattina i carabinieri hanno arrestato l’ex compagno della donna, il 47enne Vincenzo Caradonna, originario di Salemi, con l’accusa di omicidio volontario, distruzione e occultamento di cadavere, detenzione di ordigni esplosivi. La misura cautelare, eseguita dai carabinieri di Salemi e della sezione operativa di Mazara del Vallo, è stata firmata dal gip di Marsala su richiesta della Procura lilibetana.

La scomparsa della donna, madre di due figli avuti da una precedente relazione con un pastore salemitano, aveva indotto indotto l’ex compagno a denunciare il fatto ai carabinieri. Da quel momento sono scattate le ricerche sia nell’area urbana di Salemi che nelle zone rurali e in parallelo sono andate avanti le indagini con l’aiuto del Ris di Messina che ha effettuato dei rilievi nei luoghi frequentati dalla donna prima della sua scomparsa. Tra questi due abitazioni in cui Stefani aveva vissuto con Caradonna.

Decisivi gli esami con il luminol e i rilievi su alcune tracce di sangue appartenente alla donna: in un immobile in cui Caradonna viveva con la donna è stato scoperto dai carabinieri un presunto tentativo di bonifica dell’ambiente con la pulizia di alcune zone che potrebbero essere state scenario di un evento violento.

Grazie all’impiego della ‘Bloodstain Pattern Analysis’, un metodo per analizzare la morfologia della macchie di sangue sulla scena del crimine, i carabinieri ritengono di essere riusciti a ricostruire la dinamica del delitto e i punti di impatto che hanno dato origine a quelle. Da qui la convinzione degli investigatori: in quell’ambiente si sarebbe consumata una aggressione violenta con ferite e gravi perdite di sangue della donna.

Nel corso delle indagini, inoltre, i magistrati di Marsala e i carabinieri hanno ascoltato numerose persone ricostruendo le ultime ore di vita della vittima. Testimonianze che, secondo gli investigatori, “hanno messo in evidenza la personalità violenta di Caradonna”.

Preziose si sono rivelate anche le intercettazioni ambientali e telefoniche. A Caradonna, infine, viene contestata anche la detenzione di esplosivi artigianali costruiti dall’indagato e ritrovati nel corso di una perquisizione. L’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Trapani.

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