Cento anni fa nasceva Gianni Rodari: parole buffe per pensare più a fondo

di Vanna Iori, senatrice Pd e membro del comitato DireDonne
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Oggi si celebrano i cento anni dalla nascita dell’indimenticato e indimenticabile Gianni Rodari. Parliamo del più celebre e talentuoso scrittore italiano per l’infanzia del XX secolo, un maestro indiscusso nell’arte di inventare storie. Ma Rodari non è stato “semplicemente” un autore per bambini; è stato, infatti, un insegnate, un pedagogista, un poeta e un giornalista che ha deciso di dedicare la sua vita a raccontare il mondo ai più piccoli, convincendoli della loro forza di poterlo cambiare. Attraverso un linguaggio che sa scovare nuovi significati nelle parole quotidiane, e nuovi meccanismi narrativi, ha reso i bambini più creativi, attivi e intraprendenti, aprendo la loro mente anche a temi “da grandi” come la democrazia, la libertà o i diritti. Un lavoro profondamente pedagogico in cui ha saputo introdurre importanti questioni del suo tempo, rileggendole in tutta la loro prepotente forza e attualità. I bambini, in questo modo, vivono ciò che accade e avvertono il sogno di cambiare il mondo. Attraverso i racconti, i romanzi, le fiabe, le favole e le filastrocche, si afferma la funzione pedagogica come strumento per stimolare la creatività, la fantasia, esplorare la pluralità degli sguardi e dei punti di vista e distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è. Si sviluppa la fondamentale capacità di guardare ciò che esiste oltre le cose. Si impara a vedere nella profondità. Senza imporre mai una visione stereotipata ma lasciando al bambino la possibilità di esplorare se stesso dentro le storie che ascolta o che legge. Un lavoro politico in cui, anche grazie a elementi della tradizione popolare, si affrontano i luoghi comuni e si insegna -per esempio- che i conflitti si possono superare, come quelli tra specie ostili, cane e gatto. Cosa c’è di più politico che la profondità delle cose e la volontà di dare gli strumenti per guardarci attraverso, anche se sono difficili? Questo straordinario innovatore della letteratura per l’infanzia del nostro Paese, con la sua “grammatica della fantasia” ha insegnato ai bambini un metodo per imparare a costruire e inventare storie, in cui il gioco diventa uno strumento di apprendimento e di crescita. In un Paese ancora molto omologato nella trasmissione dei saperi ha insegnato a imparare divertendosi. E ha aperto la strada a temi di grande valore civile e sociale, come il  rispetto, il verde nelle nostre città, la salute, l’affermazione sociale, partendo da spunti differenti e occasionali. Un uomo come Gianni Rodari ha fatto la storia di questo Paese perché lo ha segnato e trasformato e, per questo, deve essere celebrato in tutta la sua grandezza creativa, capace di giocare con le parole per costruire pensiero. 

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