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Parmalat e il caso dei turni di notte, la causa è contro 2 lavoratori: ecco i fatti

Parte la mobilitazione dei sindacati contro la decisione dell'azienda di citare in giudizio i due lavoratori
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BOLOGNA – Il contenzioso legale tra Parmalat e i suoi dipendenti che i medici hanno esentato dal lavoro notturno riguarda due dipendenti. Ma il timore del sindacato è che, se la causa avviata dall’azienda ottenesse ragione, si possa creare un precedente che può impattare sulla vita di molti altri lavoratori. Per questo il sindacato è deciso a ‘resistere’ come ha confermato ai microfoni di Radio articolo 1 (emittente della Cgil) il segretario della Flai di Parma, Antonio Gasparelli.

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Parte infatti la raccolta firme a sostegno dei due dipendenti; venerdì (nella sede della Camera del lavoro) ci sarà la conferenza stampa; lunedì prossimo ci sarà uno sciopero di un’ora rivolto a “tutti” i dipendenti Parmalat di Collecchio.

Intanto, emergono alcuni dettagli della vicenda: i due lavoratori protagonisti della vicenda erano stati consigliati dal loro medico di “astenersi dai turni notturni perchè– racconta Gasparelli- disturbava la loro vita e le loro relazioni. Così si sono rivolti all’Ausl, su consiglio del medico per avere una valutazione, un riscontro. Una commissione li ha giudicati inidonei al turno di notte“. Il responso dell’Ausl è stato spedito quindi al medico dell’azienda.

“Le cose sono filate lisce per qualche mese, poi come un fulmine a ciel sereno, Parmalat ha deciso di chiedere l’intervento del giudice per valutare se la decisione di sei medici di escluderli dal turno notturno fosse corretta o meno”. Ciò detto, Gasparelli sottolinea un punto: Parmalat citando in giudizio i dipendenti “chiede a un giudice di decidere se un collegio di medici dell’Ausl ha ragione o meno“. Appunto, può dunque crearsi un precedente “per altri dipendenti” che potrebbero voler “attivare un percorso simile” ai loro colleghi esentati dal turno di notte.

Gasparelli aggiunge che l’iniziativa legale di Parmalat va a creare anche un “aggravio di pressione psicologica e, se vogliamo, morale” su due lavoratori “già in difficoltà per quello che gli sta capitando”. Resta poi per la Flai di Parma il “dato politico gravissimo di una azienda attenta, come dice di essere Parlamat, ad aspetti sociali e alle operazioni per sviluppare socialità e welfare” sceglie di fare “una operazione del genere su due suoi dipendenti”. Ed è appunto un atto “intimidatorio” perchè, conclude Gasparelli, rischia di dissuadere altri addetti dal chiedere di non fare il turno di notte.

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