ROMA – Giornata nervosa per i mercati finanziari. Mentre le Borse americane chiudono in negativo, trascinate al ribasso dalle aziende tecnologiche, Piazza Affari riesce a limitare i danni. Milano chiude infatti quasi in pari (-0,21%), salvata dai buoni risultati delle aziende dell’energia e dalle voci su nuove fusioni tra banche.
L’AMERICA FRENA, IL PETROLIO TORNA A SALIRE
A New York tutti i principali indici sono in rosso (il listino Nasdaq, quello della tecnologia, perde l’1,13%). A pesare sono le vendite dei titoli di Stato americani e le preoccupazioni per le guerre nel mondo.
Come fa notare un’analisi del Sole 24 Ore, le tensioni in Medio Oriente hanno fatto schizzare di nuovo in alto il prezzo del petrolio, tornato a toccare quota 100 dollari al barile. È una situazione che spaventa i mercati, perché un’energia più cara rischia di far salire il costo della vita (l’inflazione) e, di conseguenza, il costo dei mutui e dei prestiti. Ora gli occhi degli investitori sono tutti puntati sull’incontro di domani, 24 settembre, tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping.
A MILANO VOLANO ENI E BANCO BPM
A Milano la situazione è più tranquilla. In cima alla classifica di giornata c’è Eni (+2,82%), che guadagna proprio grazie all’aumento generale del prezzo del petrolio.
Molto bene anche le banche, in particolare Banco Bpm (+1,21%). A spingere in alto il titolo sono state le parole dei vertici della banca francese Credit Agricole, che considerano “interessante” l’idea di una fusione con l’istituto italiano. Giornata positiva anche per la moda e i motori di lusso: salgono Brunello Cucinelli (+1,75%), Moncler (+1,16%) e Ferrari (+1,14%). Bene anche Amplifon (+1,50%) e Leonardo (+1,10%).
SCENDONO LE ASSICURAZIONI, SPREAD TRANQUILLO
Tra i titoli andati peggio oggi ci sono invece le grandi assicurazioni: Unipol perde il 2,81% e Generali il 2,30%.
Nessuna scossa, infine, per lo spread, ovvero il termometro che misura la differenza tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e quelli tedeschi. Il valore rimane tranquillo e stabile a 95 punti, con il rendimento dei nostri titoli a dieci anni fermo al 4,49%.




Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google

