martedì 6 Ottobre 2026

Giornata dell’urologia, Siu porta al ministero la sfida della prevenzione maschile

Presentate le 10 regole d'oro per la salute uro-andrologica

ROMA – Preservare la qualità della vita con l’avanzare dell’età, promuovere corrette abitudini quotidiane e abbattere le barriere culturali che ancora oggi allontanano gli uomini dai controlli periodici. In un contesto sociale caratterizzato dal progressivo invecchiamento demografico, la prevenzione uro-andrologica si conferma un pilastro fondamentale per favorire una longevità attiva, autonoma e in salute. Con questo primario obiettivo la Società Italiana di Urologia (Siu) ha presentato a Roma, presso l’Auditorium ‘Cosimo Piccinno’ del ministero della Salute, la sesta Giornata Nazionale dell’Urologia.
L’appuntamento istituzionale ha riunito specialisti attorno al valore dello screening, strumento indispensabile per la diagnosi precoce e la gestione sostenibile delle patologie croniche. La salute uro-andrologica accompagna infatti l’uomo in tutte le fasi della crescita e dell’invecchiamento, interessando dimensioni essenziali del benessere generale: dalla tutela della fertilità e della salute sessuale alla funzionalità urinaria, fino alla prevenzione oncologica e alla gestione delle patologie tipiche dell’età avanzata.

CARRIERI: “VISITA UROLOGICA PERIODICA DA EVENTO OCCASIONALE A UN GESTO ORDINARIO DI PREVENZIONE”

In occasione della Giornata, la Siu ha presentato ufficialmente il nuovo ‘Decalogo della Longevità Uro-Andrologica’, una guida pratica pensata per guidare i cittadini verso scelte di vita consapevoli e comportamenti preventivi quotidiani. “La longevità– ha dichiarato il presidente della Siu, Giuseppe Carrieri– non si misura semplicemente nel numero degli anni vissuti, ma nella qualità della vita che siamo in grado di preservare nel tempo. Accompagnare l’uomo nelle diverse stagioni della vita significa trasformare la visita urologica periodica da evento occasionale o legato all’insorgenza di sintomi a un gesto ordinario di prevenzione. Il nostro Decalogo ricorda che la prevenzione comincia quando si sta bene e che la conoscenza del proprio rischio di tumore della prostata non coincide con un singolo esame come il Psa, ma richiede una valutazione complessiva basata su età, familiarità e storia personale“

Il Decalogo evidenzia inoltre come sia fondamentale non sottovalutare i campanelli d’allarme e i segnali del corpo. Alzarsi spesso di notte per urinare disturba il sonno e può rappresentare un segnale non solo prostatico, ma anche di problematiche cardiache o metaboliche. Allo stesso modo, variazioni del getto urinario, urgenza o difficoltà non vanno bollati come semplici conseguenze dell’età. Ampio spazio è dedicato agli stili di vita e alla prevenzione a 360 gradi: l’adesione alla Dieta Mediterranea e la corretta idratazione (riducendo i liquidi la sera per tutelare il sonno) proteggono reni e vie urinarie; si richiama inoltre l’attenzione alla protezione dalle esposizioni professionali a sostanze chimiche e calore, all’osservazione e all’autocontrollo dei genitali, alla tutela della fertilità di coppia e alla revisione periodica delle terapie farmacologiche con l’avanzare dell’età.

ROCCO: “MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA E ADOTTARE COMPORTAMENTI VIRTUOSI”

“Invertire la tendenza che vede gli uomini rivolgersi allo specialista soltanto in presenza di disturbi conclamati- ha evidenziato il consigliere dell’Ufficio Comunicazione della Siu, Bernardo Rocco– è una sfida prioritaria. Promuovere una maggiore consapevolezza e adottare comportamenti virtuosi rappresenta la prima forma di tutela per una longevità maschile che sia davvero in salute. La funzione sessuale è una spia fondamentale del benessere generale: un suo cambiamento può essere un primo segnale di un problema vascolare o metabolico e non va ignorato. Longevità uro-andrologica significa conservare più a lungo le proprie funzioni e la propria autonomia“.

MIRONE: “RAFFORZARE L’ALLEANZA TRA UROLOGO E PAZIENTE”

A integrare la prospettiva clinica e preventiva sono i costanti progressi scientifici e l’introduzione di modalità assistenziali all’avanguardia. L’evoluzione delle tecniche diagnostiche, della chirurgia robotica e delle terapie farmacologiche mininvasive consente oggi di affrontare con grande efficacia le patologie uro-andrologiche, garantendo tempi di recupero più rapidi e un impatto minimo sulla quotidianità dei pazienti. “L’evoluzione tecnologica e l’innovazione nei percorsi di cura– ha sottolineato il consigliere dell’Ufficio Pazienti della Siu, Vincenzo Mirone– ci consentono oggi di offrire risposte personalizzate e tempestive. Rafforzare l’alleanza tra urologo e paziente è il presupposto fondamentale per garantire trattamenti efficaci e tutelare appieno il benessere uro-andrologico della popolazione”.

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