martedì 18 Agosto 2026

Primo festival del terzo settore in Emilia-Romagna con 150 associazioni

Sabato a Bologna; 11.267 enti in regione, l'8,2% del totale nazionale

BOLOGNA – Diventerà un appuntamento stabile, annuale e itinerante in tutto il territorio regionale. Intanto, si parte ed è già ‘sold out’. Debutta a Bologna sabato 27 settembre in piazza Lucio Dalla il primo festival del terzo settore in Emilia-Romagna, “Partecipare per cambiare”: per le tante associazioni che partecipano, oltre 150, sarà “un’occasione per raccontarsi e farsi conoscere, ma anche per incontrarsi, scambiare idee e buone pratiche, avviare nuove collaborazioni“, annuncia la Regione in collaborazione con Anci Emilia-Romagna, Confederazione regionale dei Centri di servizio per il Volontariato dell’Emilia-Romagna e Forum regionale del Terzo Settore. Dalle 9.30 alle 16.30, sabato, si svilupperà quindi un’intera giornata dedicata al mondo del volontariato e dell’associazionismo che coinvolgerà il pubblico, tra grandi e piccoli, con incontri, spettacoli, performance teatrali e stand. L’assessora regionale a Welfare e Terzo Settore, Isabella Conti, intervenuta in mattinata in commissione assembleare e poi in conferenza stampa, ritiene il festival una grande occasione per fare il punto e ripartire, in un settore chiave anche per le richieste di maggiori servizi di questi anni, ed elenca i dati più aggiornati: sono 11.267, a giugno 2025, gli enti iscritti in Emilia-Romagna, l’8,2% del totale nazionale, che collocano la regione al terzo posto nella graduatoria nazionale per numero di enti, dopo Lombardia e Lazio. Quasi 246.000 i volontari e oltre 72.000 i lavoratori impiegati, con la regione che si piazza ai primi posti anche per produttività: il valore medio per addetto nelle imprese sociali supera i 37.500 euro, e tre province (Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini) figurano tra le prime 10 in Italia. È la fotografia scattata proprio dall’edizione 2025 del rapporto sul terzo settore in Emilia-Romagna.

NUMERI PRESENTATI ANCHE NEL PADIGLIONE ITALIA DI EXPO OSAKA

Sempre oggi, tutti i numeri sono stati presentati anche in Giappone, nel padiglione Italia di Expo Osaka 2025, durante la missione guidata dal presidente della Regione Michele de Pascale in occasione della settimana dedicata all’Emilia-Romagna. Come ricorda Conti, si tratta di una prima volta assoluta sul palco internazionale per il terzo settore emiliano-romagnolo, protagonista dell’incontro curato dal Forum regionale. Alle 9.30, sabato, è prevista l’apertura degli stand in piazza Lucio Dalla, con la conclusione delle attività prevista alle 16.30. In contemporanea, la casa di quartiere Katia Bertasi ospiterà anche l’assemblea del terzo settore regionale. Ci crede Conti: “Abbiamo fortemente voluto- afferma- questo festival, che desideriamo diventi un’occasione stabile, annuale e itinerante per ringraziare, valorizzare e mostrare la vitalità e la pluralità del Terzo settore emiliano-romagnolo. Un’infrastruttura sociale indispensabile e un patrimonio di cui essere orgogliosi, che colloca l’Emilia-Romagna nelle posizioni di vertice a livello nazionale, come testimonia anche il Rapporto 2025: gli enti si distinguono per capacità di attivare volontariato, generare occupazione e valorizzare reti territoriali, con un impatto che va oltre la dimensione economica e contribuisce a innovare i modelli di welfare e cittadinanza”.

ALBERANI: “VOLONTARIATO E ASSOCIAZIONISMO IN GIAPPONE HANNO RADICI ANTICHE”

In attesa del suo primo festival, in programma sabato a Bologna, il Terzo settore dell’Emilia-Romagna brilla all’Expo di Osaka nei giorni in cui la Regione Emilia-Romagna è ospite del Padiglione Italia. “Il volontariato e l’associazionismo in Giappone hanno radici antiche, con pratiche di mutuo soccorso che si sono evolute nel tempo fino al moderno volontariato, sostenuto anche da una legge del 1970. Per questo il coinvolgimento del Forum del Terzo settore da parte della Regione all’Expo di Osaka, oltre a essere un importante riconoscimento del nostro ruolo nel rafforzare la coesione e lo sviluppo sociale in Emilia-Romagna, offre l’occasione per un fecondo confronto con la realtà giapponese, ricca e variegata”, dice Alberto Alberani, portavoce del Forum del Terzo Settore dell’Emilia-Romagna. Il giorno dedicato al Terzo settore è stato proprio oggi 23 settembre alle 16.30 (9.30 ora italiana). “Ringraziamo la Regione Emilia-Romagna e in particolare il vicepresidente Vincenzo Colla per avere inserito all’interno degli eventi della settimana anche una riflessione sul Terzo Settore- prosegue Alberani– si tratta di un’occasione per raccontare, anche attraverso la presentazione di una ricerca condotta da Iress sulle rete aderenti al Forum, il valore sociale ed economico del Terzo settore e di come il grande lavoro degli Enti e delle persone che partecipano alle attività sia fattore di benessere per l’intera comunità regionale”.

I NUMERI DELLE 34 RETI REGIONALI

Secondo portati all’Expo, nelle 34 reti regionali aderenti operano oltre 245.000 volontarie e volontari e 66.000 lavoratrici e lavoratori sociali e a uno dei 10.000 enti sono associate 1.470.000 persone, circa un cittadino emiliano-romagnolo su tre. Numerosi gli ambiti dove operano: nelle attività rivolte all’infanzia, agli adolescenti e ai giovani, nell’ambito dello sport, specialmente dilettantistico, nella cultura anche svolgendo attività in circoli e centri sociali, nelle feste di paese, promuovendo prevenzione sanitaria e gestendo la maggioranza dei servizi socio sanitari rivolti a persone non autosufficienti. Inoltre, promuovono il benessere e i diritti delle persone anziane e con disabilità, delle persone in stato di povertà o marginalità e delle persone con dipendenze. Il seminario, moderato dal direttore del Forum Riccardo Breveglieri, dopo l’introduzione di Alberani, ha previsto la presentazione (in videocollegamento) della ricerca sull’impatto sociale delle reti aderenti al Forum svolta da Marisa Anconelli di Iress, l’intervento (in videocollegamento) della portavoce nazionale del terzo Settore Vanessa Pallucchi. Di Masayuki Sasaki, professor emeritus at Osaka City University and Visiting professor at Osaka University, il contributo sul Terzo settore in Giappone. L’ultima parola, poi, a Colla.

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