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Il comizio di Letta a Trieste interrotto dall’incursione di una no vax

contestatrice no vax a comizio di letta
Il segretario nazionale del Pd: "Il clima su vaccino e green pass è esasperato per colpa di forze politiche che sono ambigue sul tema, mi riferisco alla Lega"
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TRIESTE – Nonostante la numerosa presenza delle forze dell’ordine in piazza della Borsa di Trieste, per la presenza allo stand del Pd del segretario dem Enrico Letta, una contestatrice no vax è riuscita a salire sul palco proprio mentre Letta stava parlando, e ha ingaggiato un animato battibecco sulla “libertà e la verità dei vaccini”.

Il tutto è durato poco più di un minuto. A contenere la signora, passata semplicemente attraverso il gazebo elettorale del Pd, sono intervenuti per primi alcuni esponenti locali del Partito democratico, e subito dopo la Digos, che ha allontanato la donna. Letta ha poi ripreso il discorso senza scomporsi, puntando il dito contro i partiti che cercano di capitalizzare il consenso sulla disinformazione sui vaccini.

LETTA: “CLIMA ESASPERATO ED È COLPA DELLA LEGA”

Il clima sulla questione vaccino e green pass è esasperato “per colpa di forze politiche che sono ambigue su questo tema e hanno lasciato svilupparsi concetti, idee, pregiudizi, che stanno esasperando una parte della popolazione. Credo che questo atteggiamento sbagliato sia figlio di forze politiche di governo, mi riferisco alla Lega”. Così il segretario nazionale del Partito democratico Enrico Letta, alla fine del suo comizio a Trieste in sostegno del candidato sindaco di centrosinistra, il dem Francesco Russo.

“Noi ci assumiamo la responsabilità della chiarezza, per noi il vaccino è libertà, e il green pass è libertà– continua Letta-. E sosteniamo il governo nello sforzo e nella grande campagna vaccinale e dell’estensione del green pass. Credo che dobbiamo aiutare tutti gli italiani a essere in grado di vivere questa vicenda nel modo migliore e in una logica soprattutto che aiuti le persone ad applicare al meglio tutte queste nuove regole”, conclude il dem.

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