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Il tumore sconfitto al San Raffaele, docufilm di un regista bosniaco su se stesso

"Nel combattimento balla" film di Semsudin Gegic
Gegic dalla guerra in ex Jugoslavia a quella contro il male. Attrice protagonista la dottoressa Varesa Gregorc, che lo ha curato
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Di Giacomo Cozzaglio

MILANO – Mentre prosegue la guerra contro la pandemia, un’altra va avanti su più fronti. Non si tratta di una malattia incurabile, ma non per questo le terapie siano meno dolorose. Si tratta della lotta contro i tumori. Ma dietro alla storia di ogni paziente non ci sono solo paura e sofferenza. Anche la speranza trova spazio. Oggi, in occasione della Giornata Mondiale contro i tumori ai polmoni, la speranza per tanti malati trova la sua voce su una pellicola. Grazie al contributo di Ultraspecialisti.com (Centro Servizi di Telemedicina) e l’azienda farmaceutica Roche Italia, la testimonianza si chiama “Nel combattimento balla”.

Il film racconta la vicenda personale di Semsudin Gegic, affermato regista bosniaco, autore di oltre trenta documentari e reporter di guerra durante il conflitto nella ex Jugoslavia negli anni ‘90. Nell’aprile del 2018 gli viene diagnosticato un cancro polmonare e apparentemente le possibilità di guarigione erano assai poche. Sostenuto dalla sua famiglia, Semsudin decide di recarsi all’ospedale San Raffaele di Milano per un nuovo consulto e da qui comincia un lento percorso di recupero che lo porterà a sconfiggere la malattia.

La gioia di essere tornato alla propria vita non si limita ad un solo momento: decide di realizzare un lungometraggio per raccontare la sua odissea da Sarajevo a Milano e l’enorme aiuto ricevuto dalla famiglia, dai medici e dall’ospedale. La prima persona ad aiutarlo ed ad accettare di apparire nel film è proprio colei che lo ha seguito da vicino, la dottoressa Varesa Gregorc, direttore del programma di innovazione diagnostico terapeutico del San Raffaele.

Proprio in coincidenza con la giornata di oggi, il lungometraggio è stato proiettato in anteprima al cinema Anteo di Milano. Parlando del suo film, Gegic lo definisce “un’autopsia della mia anima, però senza anestesia”. Il ritratto che ne emerge è una riflessione personale sul confronto con un male che divora lentamente da dentro. “Il film è vero. È un’idea viva che anche l’arte guarisce. La morte è lontana se sei un combattente” spiega Gegic, quasi a sottolineare come la sua lotta sia la stessa che coinvolge migliaia di persone nel mondo. Non è il solo a pensarlo. “La storia di Sem è un esempio di tanti pazienti che già adesso stanno ricevendo delle cure e speriamo siano molti di più perché il diritto alle cure è qualcosa di imprescindibile oggi in Europa” spiega alla Dire la dottoressa Gregorc, rimarcando come alla proposta di Gegic le abbia risposto con una promessa che in quanto rivolta ad un suo paziente la obbligava a mantenerla. E subito ne chiarisce il motivo: “Se lui affida la sua vita nelle mie mani, allora io posso supportarlo come regista a realizzare il racconto di queste malattie e dare speranza a molti altri”.

Secondo la dottoressa Gregorc, il docufilm va oltre la vicenda personale di Gegic trattando il profondo rapporto che si crea tra medico e paziente e di quanto le vite delle persone coinvolte (famiglia, specialisti) si intreccino e si influenzano a vicenda. Alla domanda su quale messaggio il lungometraggio trasmetta a pazienti con le stesse patologie, la risposta è tanto semplice quanto di buon auspicio: “Cercare di non abbattersi perché la speranza c’è. La possibilità di cura c’è”.

Apprezzamenti anche dall’assessore regionale Sviluppo Città Metropolitana, Giovani e Comunicazione Stefano Bolognini che sottolinea come in Italia ci siano ben 14.000 interventi all’anno riguardanti tumori ai polmoni. “Una bella iniziativa che aumenta l’attenzione e la sensibilità verso un problema importante- spiega- Il sistema sanitario lombardo ha dato, dà e darà prove di assoluta eccellenza. Tanto è vero che vengono non solo da tutta Italia, ma da tutta Europa a farsi curare”.

Il World Lung Day è un’occasione importante per informare e sensibilizzare sul tumore al polmonedichiara Walter Dicorato, Lung Medical Lead di Roche Italia– Supportare iniziative come il film “Nel combattimento balla” di Semsudin Gegic significa per noi dare valore a ogni storia personale e a ogni percorso di lotta contro la malattia”. La storia di Semsudin insegna quindi a lottare senza perdere la speranza, a combattere ballando per tornare a vivere.

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