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The Brazilian industry goes from 9th to 14th in the world in the last 15 years

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According to the last report of the Institute of Studies for Industrial Development (Instituto de Estudos para o Desenvolvimento Industrial, IEDI)
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By João Marcelo

SAO PAULO – In the last 15 years, the Brazilian industry fell down from the 9th position to the 14th. According to the last report of the Institute of Studies for Industrial Development (Instituto de Estudos para o Desenvolvimento Industrial, IEDI), the country’s share of global manufacturing fell by almost half in the same period, dropping from 2.2% to 1.3%, One of the reasons for this slow down are the last two economic crises that the country went through in the last years. The first one was between 2015 and 2016 – during the Dilma Rousseff government – and the second one in 2020, due to the Covid pandemic. These crises greatly hampered job creation and investment attraction, and the country was unable to fully recover from one crisis before entering another.

A large part of emerging countries went in the opposite direction, as shown by the study of IEDI. The post-pandemic tends to aggravate the situation, but developed nations are coping with that by bringing their industry back to the homelands. In an interview published by UOL news portal, Rafael Cagnin, economist at Iedi, says that the Joe Biden’s Economic plan in the US, the European Union’s recovery and the new China’s five-year growth plan, reinforced the economic dynamism of the Northern Hemisphere, which tends to gain more strength and take “a new leap”. “Geographically far from this dynamic economic axis, the rest of the world plays a supporting role, including Brazil and Latin America,” says Cagnin.

INDUSTRIA IN BRASILE SCENDE, È 14^ NELLA CLASSIFICA GLOBALE

Di João Marcelo

SAN PAOLO DEL BRASILE – Negli ultimi 15 anni l’industria brasiliana è passata dalla nona posizione alla 14esima nella classifica globale, perdendo così ben cinque posizioni e uscendo dalla “top ten”. Lo riferisce un report del Centro studi sullo sviluppo industriale (Instituto de Estudos para o Desenvolvimento Industrial, Iedi), secondo cui nello stesso periodo la quota con cui il Paese latinoamericano contribuisce alla produzione manifatturiera mondiale è diminuita di quasi la metà, passando dal 2,2% all’1,3%. Uno dei motivi di questo crollo sono le ultime due crisi economiche che il Paese ha dovuto affrontare, rispettivamente nel 2015-2016, durante il governo della presidentessa Dilma Rousseff, e nel 2020, a causa della pandemia di Sars-Cov-2. Queste crisi hanno fortemente ostacolato la creazione di posti di lavoro e nuovi investimenti, e così il paese non è stato in grado di riprendersi completamente da una crisi prima di entrare in quella successiva.

Gran parte dei paesi emergenti sta andando invece nella direzione opposta, come mostra lo studio del Centro Iedi. Il post-pandemia tende ad aggravare la situazione, con le nazioni sviluppate che lavorano per riportare l’industria nei paesi d’origine. In un’intervista pubblicata dal portale di notizie Uol, Rafael Cagnin, economista di Iedi, afferma che la ristrutturazione economica lanciata dal presidente Joe Biden negli Stati Uniti, la ripresa dell’Unione europea e il nuovo piano quinquennale di crescita della Cina, hanno rafforzato il dinamismo economico dell’emisfero settentrionale, dove complessivamente le economie si stanno rafforzando e sarebbero sul punto di fare “un balzo in avanti”. “Geograficamente lontano da questo dinamico asse economico- evidenzia Cagnin- il resto del mondo svolge un ruolo di supporto, compreso il Brasile e l’intera America Latina”.

A INDÚSTRIA BRASILEIRA VAI DE 9ª PARA 14ª NO MUNDO NOS ÚLTIMOS 15 ANOS

Por João Marcelo

SAO PAULO – A indústria brasileira foi da 9ª posição, entre as maiores do mundo, para a 14ª nos últimos 15 anos. A participação do país na manufatura global caiu quase pela metade neste mesmo período, saindo de 2,2% para 1,3%, de acordo com o Iedi (Instituto de Estudos para o Desenvolvimento Industrial). Um dos motivos para esta queda são as duas últimas crises que o país enfrentou. Em 2015 e 2016 durante o governo Dilma e em 2020 por conta da pandemia do novo Coronavírus. Essas crises prejudicaram muito a geração de empregos e a atração de investimentos e o país não conseguiu se recuperar totalmente de uma crise antes de entrar em outra.

Grande parte dos países emergentes foi na direção oposta, como mostra o estudo do Iedi. O pós-pandemia tende a agravar a situação, com as nações desenvolvidas trabalhando para levar a indústria de volta a seus territórios. Em entrevista publicada pelo portal de notícias UOL, Rafael Cagnin, economista do Iedi, afirma que a estruturação dos planos de Joe Biden, nos EUA, o de recuperação da União Europeia e o quinquenal de crescimento da China reforçou o dinamismo econômico do hemisfério Norte, que tende a ganhar mais força e a dar um novo salto. “Longe geograficamente desse eixo econômico dinâmico, todo o restante do mundo é coadjuvante, inclusive o Brasil e a América Latina”, diz Cagnin.

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