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Terza dose, Aifa pubblica lista di farmaci immunosoppressori che potrebbero ridurre l’effetto del vaccino

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"La decisione di somministrare una dose addizionale di vaccino deve essere presa in rapporto alle caratteristiche cliniche del paziente, non in base al dosaggio degli anticorpi anti spike"
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ROMA – Per agevolare la selezione dei soggetti per i quali può essere indicata una dose addizionale di vaccino, l’AIFA ha pubblicato una lista di farmaci a maggiore attività immunosoppressiva o immunomodulante. “Tale lista è stata redatta sulla base del meccanismo di azione dei diversi farmaci, della letteratura disponibile in merito agli effetti di questi farmaci sulla risposta anticorpale nei pazienti vaccinati, delle raccomandazioni formulate da società scientifiche o organismi internazionali e sulla base di un confronto con esperti clinici. È importante sottolineare che la lista non è esaustiva, ma solo indicativa dei principali farmaci la cui assunzione, contemporaneamente o nei sei mesi antecedenti (ove non specificatamente dettagliato) la somministrazione delle dosi precedenti del vaccino, possa averne ridotto la risposta anticorpale. Pertanto la lista di farmaci che segue deve essere utilizzata nell’ambito di una valutazione clinica che tenga conto non solo dei farmaci utilizzati, ma anche della specifica diagnosi, della storia clinica e dello stato attuale del singolo paziente- si legge nel comunicato dell’Aifa-. Potrà quindi essere raccomandata una dose addizionale di vaccino anche a pazienti trattati con farmaci non presenti nell’elenco”.

L’Aifa spiega anche come il medico effettuerà la valutazione clinica e quando eventualmente il paziente dovrà effettuare la terza dose: “La tempistica della somministrazione della dose addizionale per i pazienti in trattamento dovrà tenere conto della tipologia di medicinale impiegato per il trattamento delle specifiche patologie di base, al fine di garantire la migliore possibilità di risposta al vaccino. In ogni caso si ricorda che la somministrazione della dose addizionale non può avvenire prima di 28 giorni dalla seconda dose di vaccino. Si ribadisce, infine, che la decisione di somministrare una dose addizionale di vaccino deve essere presa in rapporto alle caratteristiche cliniche del paziente, non in base al dosaggio degli anticorpi anti spike in quanto non è attualmente disponibile uno standard di riferimento e non è stata definita una concentrazione considerata ottimale/adeguata”, si legge ancora nel comunicato.

QUI LA LISTA COMPLETA

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