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Comunali Roma, Bettini: “Un voto a Calenda è un voto alla Raggi”

"In prospettiva continuo a non vedere altra possibilità che l'alleanza tra il Pd e Conte"
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ROMA – “Il rapporto politico vincolante e stretto tra il Pd e i 5 Stelle era indispensabile per rendere più salda ed efficace l’azione comune del governo Conte II. Lo rivendico pienamente. E l’ho perseguito fino all’ultimo nell’interesse nazionale. Ora lo scenario è totalmente cambiato. In prospettiva continuo a non vedere altra possibilità che l’alleanza tra il Pd e Conte, per competere con la destra. Ma è giusto che ognuno nel frattempo definisca meglio il proprio profilo e valuti i tempi del processo unitario a partire dai territori. Attorno a Manfredi a Napoli e a Lepore a Bologna andremo fin dal primo turno insieme con i 5 Stelle. A Milano credo vi sarà una utile convergenza al secondo turno. A Roma non è stato possibile andare insieme. Diamo un giudizio molto severo sull’operato di Virginia Raggi”. Così Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd, in una intervista al Corriere della Sera.

“Al secondo turno Gualtieri non deve chiedere voti né a Raggi, né a Calenda. Li deve chiedere a tutti i cittadini romani. Il secondo turno è una partita totalmente nuova. L’elettorato si sente più libero e prevalgono le qualità dei candidati. Gualtieri a quel punto sarà imbattibile. Tuttavia nulla è scontato. Stiamo crescendo nei consensi, ma per arrivare al ballottaggio occorre combattere fino all’ultimo e chiarire un punto decisivo: oggettivamente un voto a Calenda è un voto alla Raggi“, dice Bettini

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