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Ilva, Di Maio: “E’ stato commesso il delitto perfetto, atto illegittimo non annullabile”

In conferenza stampa, il ministro dello Sviluppo Economico fa il punto sulla situazione Ilva dopo il parere dell'Avvocatura di Stato
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ROMA – “Su Ilva è stato commesso il delitto perfetto. Pochissimo di regolare in questa gara. E’ nostro dovere come governo accertare tutte le irregolarità. Atto illegitimo ma non si può annullare? Questo dice la giurisprudenza e la legge che non basta. Serve anche un interesse pubblico concreto e attuale da tutelare per l’annullamento”. Così il Ministro dello Sviluppo economico e vicepremier, Luigi Di Maio, in una conferenza al Mise a seguito del parere dell’Avvocatura sulla gara per la cessione dell’Ilva di Taranto.

“Non si è fatto fino in fondo l’interesse dello Stato e dei cittadini- aggiunge Di Maio-. Questo perché non aver concesso i rilanci, secondo l’Avvocatura, configura un eccesso di potere. Per noi l’illegittimità dell’atto c’è perchè c’è un eccesso di potere, ora si apre il fronte dell’interesse pubblico del piano ambientale. Per questo al termine di questa conferenza stampa mi recherò al Ministero dell’Ambiente. Non basta che l’atto sia illegitimo. L’Avvocatura ci dice che noi potevamo annullare per oppurtunità ma avremmo dovuto indennizzare il privato che aveva vinto”.

“Sappiamo che tempo stringe. I sindacati- continua il ministro dello Sviluppo- devono parlare con Mittal che è sempre stata in buona fede. E l’interlocutore per i sindacati resta Mittal”.

ILVA. CALENDA: DELITTO (IM)PERFETTO DI MAIO VERSO NOSTRA INTELLIGENZA

“Caro Luigi Di Maio il ‘delitto (im)perfetto’ è il tuo verso la nostra intelligenza. Se la gara è viziata annullala. ‘Potremmo se ci fosse qualcuno interessato’ e le altre fesserie del genere che ci stai propinando da mesi, dimostrano solo confusione e dilettantismo”. Così in un tweet l’ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, in risposta al vicepremier Luigi Di Maio, a proposito dell’Ilva.

“Di Maio ‘secondo NOI l’atto è illegittimo per eccesso di potere’. Secondo te o secondo l’Avvocatura?”, aggiunge ancora Calenda.

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