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Studentessa tedesca perde la sua battaglia, niqab vietato a scuola

Tribunale amministrativo pone fine alla questione. Istruzione vale più di credo religioso
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niqab vietato a scuola

ROMA – Il diritto ad una buona istruzione degli studenti è più importante del diritto di manifestare il proprio credo religioso. Questa in sintesi la motivazione che ha portato un tribunale amministrativo tedesco a rigettare la richiesta di una studentessa di indossare il niqab a scuola. Secondo i giudici di Osnabrueck, in Bassa Sassonia, il comportamento non verbale, nello specifico le espressioni del volto, è un fattore importante e non trascurabile in fase di apprendimento e di integrazione. L’episodio tedesco, sul quale si era espresso anche la cancelliera Angela Merkel favorevole a un divieto parziale del burka perché ostacolo all’integrazione, si aggiunge alle polemiche di questi giorni sul burkini.

Burka, questione scottante

La richiesta di poter indossare a scuola il niquab, il velo islamico che lascia scoperti i soli occhi, era stata avanzata da un 18enne di origine slava. La ragazza, vista l’eccessiva pressione mediatica suscitata dalla sua vicenda, non ha assistito all’udienza del Tar tedesco investito dalla responsabilità di dover prendere la decisione definitiva.

Il compromesso tedesco 

Secondo il ministro dell’Interno tedesco, Thomas De Maiziere, è stato raggiunto un ottimo compromesso. In Germania chi vuole potrà indossare il burqa ma non negli uffici pubblici, nelle scuole, la decisione vale tanto per le studentesse che per le insegnanti, e nel corso delle manifestazioni di piazza. Vietato il velo anche alle donne che ricoprono cariche pubbliche.

burqa

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