Pokemon Go, Niantic blocca account di campione americano

Il giovane americano scambiato per un bot. Reso nullo il suo tentativo di record
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pokemon go account bannato Jimmy DerocherROMA – Anche un gioco semplice come Pokemon Go può riservare, ai suoi giocatori, brutte sorprese e frustrazioni. L’essere troppo bravi può generare negli esseri umani invidia e nelle ‘macchine’ confusione e sospetto. È questa la vicenda di un giovane ragazzo americano, Jimmy Derocher, talmente bravo da essere scambiato dall’app di Pokemon Go per un ‘baro’ o addirittura per un robot. Una confusione che è costata al giocatore il record tanto agognato.

Pokemon Go, il sogno di Jimmy Derocher

Un milione di punti esperienza in sole 24 ore. Questo sognava Jimmy Derocher dopo l’impresa del medesimo punteggio già raggiunto in due giorni di seguito di gioco. Per raggiungere l’obiettivo, proprio come per gli assi dello sport, tutto era stato pianificato. Un itinerario da percorrere diverse volte nell’arco della giornata ad Austin, in Texas. Camminare e macinare chilometri armato di ‘esche’ e fermate programmate ai Pokestop. Era così sicuro di se, Jimmy Derocher da filmare l’intera impresa da maratoneta.

Pokemon Go, lo stop dei server Niantic

Chilometri e punti racimolati in un batter d’occhio. Troppi per un essere umano devono aver pensato i server Niantic che governano il mondo di Pokemon Go. Da qui la decisione di classificare l’account del giovane americano come quello di un bot, un baro. O peggio ancora un nome che nasconde e fa agire un computer. Nel bel mezzo della partita, da Niantic l’ordine di far letteralmente fuggire tutti i Pokemon catturati. Partita finita, record sfumato.

pokémon go come si usa aroma e modulo escaPokemon Go, la stretta contro i bari

Algoritmi e variabili per colpire i furbetti dell’app. Troppi trucchi in rete e programmi per facilitare il compito dei giocatori hanno costretto la Niantic a usare le maniere forti. Account cancellato e conseguente perdita di tutti i Pokemon e punti già conquistati, a tutti coloro che utilizzano programmi pirata per fare punti. Una stretta che l’azienda distributrice del gioco ha deciso dopo essersi accorta di quanto materiale pirata girava in rete. Peccato che programmi e algoritmi non siano in grado di distinguere tra assi e bari, proprio come nel caso di Jimmy Derocher.

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