BOLOGNA – “Mio marito stava morendo e nessuno lo ha salvato. Tutti guardavano. Chiedo che vengano processati anche i soccorritori, perché non hanno svolto il loro dovere umano. Lui chiedeva soltanto aiuto. Voleva solo respirare“. Sono le parole della moglie di Adberrahim Fakir, l’uomo morto domenica al pilastro durante un intervento di Polizia.
La donna, che risiede in Marocco, ha parlato alle telecamere di una tv locale, mostrando gli abiti e altri oggetti che il marito le spediva dall’Italia per non dover partire con molte valigie quando la raggiungeva nel suo paese di origine. Quei movimenti che faceva erano il tentativo disperato di respirare. Stava morendo. “I marocchini lavorano in Italia e contribuiscono alla sua economia. Non si possono trattare così i nostri figli. Chiediamo solidarietà affinché una tragedia come quella di Abderrahim non si ripeta mai più”, ha detto la donna.
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“Chiediamo a Sua Maestà il Re del Marocco di intervenire. Abdelrahim era figlio di tutti i marocchini. Nessun marocchino dovrebbe subire una cosa simile”, è uno dei messaggi che salgono dai familiari in Marocco. “Mi rassicurava continuamente. Mi rispondeva sempre, a qualsiasi ora. La sera prima dell’accaduto abbiamo parlato normalmente. Ci siamo augurati la buonanotte. Il giorno dopo sono rimasta sconvolta quando mi hanno detto che Abdelrahim non si sarebbe più svegliato”, ha raccontato la moglie.
“Chi dice che soffriva di cuore o di altre malattie mente. Vivo con lui da tredici anni: lo conosco meglio di chiunque altro. Era sano, mangiava bene, faceva sport e si allenava regolarmente. Era in ottima salute. Sono convinta che sia stato tradito e ucciso in quel momento. La sua voce mentre implorava: ‘Lasciatemi! Lasciatemi!’ continua a risuonarmi nelle orecchie”, dice, coprendosi il volto.




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