giovedì 13 Agosto 2026

Fakir, al Tg1 le immagini della bodycam di uno dei poliziotti. La famiglia diffonde nuovi video

La clip, consegnata in Procura, visionata e acquisita anche dalla difesa, mostra le fasi dell'intervento avvenuto nel capoluogo emiliano

di Redazione e Andrea Mari

ROMA – Il Tg1 ha mostrato in esclusiva le immagini della bodycam dei poliziotti intervenuti per firmare Abderrahim Fakir domenica scorsa a Bologna. La clip, consegnata in Procura, visionata e acquisita anche dalla difesa, mostra le fasi dell’intervento avvenuto nel capoluogo emiliano. È da poco passato mezzogiorno quando gli agenti entrano in azione. Le loro mani sono poggiate su Fakir e sull’uomo con cui è venuto a contatto.

“Dopo aver atteso 40 minuti sperando che si calmasse, gli agenti temono che la situazione possa degenerare perché il 42enne si sarebbe scagliato contro un’auto”, spiega il giornalista Giuseppe La Venia nel servizio. Poi l’uomo viene placcato e immobilizzato, il resto è noto. Nel video c’è anche l’arrivo dei soccorritori e i tentativi di rianimazione.

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“C’è un momento di contatto con altre persone che erano prossime a un’auto e che entrano in un contatto con lui -spiega Gabriele Bordoni, legale difensore degli agenti, al Tg1- A questo punto è evidente che i poliziotti devono intervenire e devono risolvere questa situazione”.

Anche la difesa della vittima chiede di poter acquisire il video e contesta la manovra di rianimazione in cui Fakir è legato mani e piedi: “È intollerabile che fosse stato lasciato ammanettato mani e piedi anche in una procedura delicata -dice il legale della famiglia della vittima, Fabio Anselmo- e questo ovviamente non è colpa dei sanitari ma è responsabilità degli agenti”.

SAP: BODYCAM PER AGENTI ZITTISCONO POLEMICHE STERILI

“Dal video del Tg1 che sta circolando in queste ore, in merito all’intervento di domenica scorsa a Bologna, emerge chiaramente l’importanza delle bodycam. Stiamo parlando di uno strumento fondamentale e di grande trasparenza. Questa è una storica battaglia del nostro sindacato iniziata già dal 2013 per contrastare le false e strumentali denunce contro gli operatori di polizia”. Sono le parole del segretario Generale del Sap, Stefano Paoloni, che interviene sulla vicenda.

In una nota stampa Paoloni ricorda che proprio le bodycam, il cui uso per le forze di polizia è previsto per legge dal Decreto Sicurezza del 2025, consentono “di porre fine alle polemiche sterili e verificare l’agire degli operatori. Dalle telecamere, infatti, si può chiaramente comprendere che i colleghi sono stati obbligati a intervenire e che questo era per loro un dovere. Al contrario, se, quindi, non fossero intervenuti, avrebbero dovuto rispondere di omissione. Spiace profondamente per il tragico esito dell’intervento- conclude Paoloni- ma l’imponderabile umano è un fattore ineludibile”.

DIFFUSI ALTRI VIDEO GIRATI PRIMA DELLA MORTE

I familiari di Abderrahim Fakir hanno diffuso, tramite il loro legale Fabio Anselmo, altri video che documentano i momenti precedenti alla morte del 42enne. Nei video- che sono in tutto quattro e durano dai 14 ai 55 secondi- si vede l’uomo disteso a terra in posizione supina, e tre di questi video mostrano anche i due agenti di Polizia che, in piedi vicino a lui, gli dicono e gli fanno segno con le mani di stare calmo. I video sono quindi stati girati nel lasso di tempo compreso tra l’arrivo dei poliziotti sul posto e il momento in cui sono intervenuti bloccando a terra Fakir.

Le riprese sono state fatte dall’alto, da un punto abbastanza distante da quello dove si trovava Fakir, ed è quindi praticamente impossibile capire cosa stesse dicendo il 42enne in quei momenti. In alcuni frangenti, inoltre, la persona che ha girato il video- e che evidentemente non era sola in quegli istanti- ride osservando la scena.

AUSL: NON RISULTA CHE AUTOMEDICA NON FOSSE DISPONIBILE

“È stato riportato da alcuni organi di informazione che le Forze dell’ordine avrebbero richiesto alla Centrale operativa 118 l’invio di un’automedica e che tale richiesta non avrebbe trovato riscontro per indisponibilità del mezzo. Gli elementi documentali attualmente in possesso dell’Azienda, comprese le registrazioni delle chiamate e la documentazione della Centrale operativa 118, non confermano tale ricostruzione”.

L’Ausl di Bologna replica così, con una breve nota, a quanto pubblicato oggi sull’intervento di domenica che si è concluso con la morte di Fakir. Sulla vicenda la Procura bolognese sta indagando per omicidio colposo, e sono stati iscritti a modello 45-bis- senza dunque essere formalmente indagati- i due agenti e quattro volontari della Croce rossa presenti sul posto.

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