ROMA – L’ultima opera dello street artist Harry Greb compare simbolicamente sullo stesso muro dove fino a pochi mesi fa si trovava il murale dedicato a Stefano Cucchi. Protagonista questa volta è Abderrahim Fakir, l’uomo morto a Bologna mentre due poliziotti lo immobilizzavano.
“Sei anni fa ero rimasto scioccato e indignato dalla morte di George Floyd a Minneapolis- racconta Harry Greb- e adesso sto rivivendo le stesse sensazioni, qui in Italia, come se non fosse cambiato nulla. Trovo assurdo che chi dovrebbe difendere e aiutare i cittadini, mette a repentaglio la loro vita e rimane fermo senza intervenire”, conclude lo street artist.
L’opera si trova nel quartiere romano del Tufello e mostra Fakir con una pettorina su cui campeggia un distintivo macchiato di rosso con la scritta ‘Proteggimi dal male – 118’. Una freccia puntata sul torace dell’uomo porta un biglietto con i nomi di Giuliani, Lonzi, Aldrovandi, Uva, Rasman, Sandri, Cucchi.
HARRY GREB: SALVINI? NON CI CASCO, NON PARTECIPO A CLIMA D’ODIO
“Vergogna!”, ha scritto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, su X riferendosi all’immagine di Greb. Ed è quel distintivo in particolare che ha fatto infuriare Salvini. “‘Proteggimi dal male’ è nella Bibbia, lui è tanto cattolico e avrà capito il senso”, risponde l’artista intervistato dall’agenzia Dire.
“Io non ci casco. Non mi interessa la polemica che fa Salvini. Lui vive di queste cose, ma io non partecipo a questo clima d’odio. Non ci casco. Ho espresso soltanto solidarietà per una persona morta in strada, un essere umano. Se poi la gente non capisce, io non ci posso fare niente, non partecipo a questa esasperazione. Salvini vive su questo perché non sa dare risposte reali all’elettorato. Ma non mi presto a questo gioco, la mia è solo solidarietà”, commenta ancora Greb.




“C’erano sia il 118 che gli agenti. Quello è un giubbotto salvavita per la Polizia. Nell’opera lo indossa Fakir, perché il compito delle forze dell’ordine è proteggerci dal male. Loro non sono il male, loro devono proteggerci dal male, questo è il senso. Se Salvini non riesce a capirlo è un problema suo, ognuno ha il proprio parere”, aggiunge Harry Greb, che specifica: “Non è un atto di accusa alle forze dell’ordine, che fanno un lavoro difficile, né contro nessuno. Ovviamente dovranno appurare le cause del decesso, si deve appurare la verità. Non ho tratto conclusioni, ma ho voluto manifestare il mio sdegno per un uomo che muore in quel modo”.
Anche sui social, dove ha pubblicato le foto del murale realizzato nello stesso luogo in cui aveva disegnato Stefano Cucchi, Harry Greb è stato sommerso di commenti. “La gente ci mette in mezzo la razza e il colore della pelle perché segue questo clima. Erano commenti a sfondo razzista. Parlavano di scimmie. Li ho bloccati e rimossi, non c’era motivo di tenerli. Tutto perché ho espresso solidarietà per un uomo morto per strada. Sì, è di origine straniera, ma che cambia? È che c’è un clima troppo esagerato che a qualcuno conviene”.




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