VENEZUELA. DOPO IL TERREMOTO RADIO VOCES TORNA IN ONDA
‘Qui si trovava lo studio della radio”, dice José Félix Varela, volontario di Radio Voces. “Siamo già riusciti a recuperare tutta l’attrezzatura. Abbiamo salvato il trasmettitore, i computer, i microfoni, le consolle”. Tra le macerie del terremoto, in Venezuela c’è una radio che ha già ricominciato a trasmettere, trasferendosi in strada. Si chiama Radio Voces e in diretta dà voce agli appelli, alle testimonianze e alle richieste di aiuto delle comunità colpite. “Ha permesso alle comunità”, sottolinea Marisol Guedez, dell’Osservatorio per la dignità del lavoro, “di raccontare con la propria voce ciò che sta vivendo e ciò che sta subendo, di denunciare le difficoltà che affronta ogni giorno e di iniziare a partecipare in prima persona alla ricostruzione del proprio futuro”. Guedez è insegnante e collabora con No One Out, una onlus italiana attiva in progetti di cooperazione in Venezuela anche grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Una scelta che non è alternativa al 5xmille e che in Venezuela sostiene anche interventi di emergenza. No One Out sta raccogliendo e inviando aiuti umanitari: medicinali, alimenti e acqua potabile, tra i beni più richiesti dalle comunità terremotate. E intanto, sui 101.5 Fm di Radio Voces, si intrecciano appelli, informazioni, speranze.
MIGRANTI. NASCE RETE LAMPEDUSA: RACCONTARE UN’OPPORTUNITÀ
Nasce Rete Lampedusa, un network italiano che punta a orientare il dibattito sulle migrazioni partendo dai dati e contrastando la propaganda. Alla presentazione, a Roma, il medico e attivista Pietro Bartolo, l’attrice Kasia Smutniak e il neo-segretario della Rete, Agostino Sella, presidente dell’associazione Don Bosco 2000. “Il progetto consiste nel mettere insieme tutti coloro i quali si occupano di migrazione a vario titolo”, spiega Sella “Dobbiamo avere la forza e il coraggio di creare, di avere una nuova narrazione sulla migrazione, perché oggi o se ne parla in maniera assolutamente negativa o non se ne parla”.
MOZAMBICO. A MAXIXE LA SFIDA DEI RIFIUTI PER SALUTE E AMBIENTE
Dopo anni di interventi per la salute, l’ong bresciana Medicus Mundi punta ora su una nuova sfida in Mozambico: la gestione dei rifiuti. A Maxixe, dove la raccolta raggiunge solo una parte della città, prende il via il progetto ‘Salubrix’, per migliorare il servizio e coinvolgere direttamente i cittadini. “In solo cinque dei 19 quartieri della città vengono raccolti i rifiuti”, sottolinea Massimo Chiappa, direttore di Medicus Mundi. “Il progetto contribuirà a creare una serie di punti di raccolta anche porta a porta. Il municipio metterà a disposizione le sue conoscenze tecniche, ma ci sarà un lavoro sulla cittadinanza, sulla popolazione, nelle scuole anche, nelle comunità, che coinvolgerà parecchie persone e parecchi volontari della città”. ‘Salubrix’ è finanziato dalla Cooperazione italiana. A partecipare, con il Comune di Brescia, che è capofila del progetto, anche il gruppo A2A.
GIOVANI. CARTA DI LEUCA, 10-14 AGOSTO: AL VIA LE ISCRIZIONI
Giovani di culture e nazionalità differenti si incontreranno dal 10 al 14 agosto a Santa Maria di Leuca, dove si uniscono i mari Adriatico e Ionio, per confrontarsi sul tema ‘Mediterraneo di pace in un mondo in pace’. Aperte le iscrizioni, per ragazze e ragazzi tra i 18 e i 35 anni, all’indirizzo web www.camminidileuca.it/edizione-2026. L’orizzonte è la Carta di Leuca 2026, un documento condiviso, tutto da scrivere. A promuovere l’iniziativa, organizzando anche un percorso di preparazione, la fondazione Finibus Terrae e la diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca. “I giovani”, sottolinea il vescovo, monsignor Vito Angiuli, “hanno riflettuto sulla lettera pastorale del cardinale Pierbattista Pizzaballa, una bellissima lettera che tratta certamente della questione mediorientale ma allargandola proprio in uno sguardo mediterraneo”.




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