“A Presidè, molla l’osso”, i partiti in campo per bloccare Conte

L'editoriale del direttore Nico Perrone per DireOggi
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ROMA –  Il bottino di 209 miliardi che il Governo ha strappato a forza all’Europa adesso fa gola a tutti. Solo Capitan Salvini, leader della Lega, prosegue nel suo attacco a testa bassa contro il premier Conte. E parte sempre dalla disgrazia quotidiana, una strategia che sta creando malumore anche tra i suoi: «Ogni volta che interviene è un malaugurio, catastrofi in arrivo per l’Italia a ottobre, invasione degli immigrati, chiusura di milioni di imprese… pensa di poter governare sulle macerie del Paese». Come dice il grande Lec: «È triste quando l’esistenza che ti è più cara è l’esistenza del problema».

Ma il tema del giorno sono le manovre dei partiti che, al momento in ordine sparso, ma presto convergenti, puntano ad imbrigliare il presidente del Consiglio, a confinarlo in un bel recinto di priorità per il Paese. Perché tocca al Parlamento dare l’indirizzo al Governo su come, dove e per che cosa devono essere spesi i soldi.

Sarà una bella gara, piena di sorprese e colpi bassi. E mugugni: ai Dem, in particolare, non è andato giù l’intervento di Conte in Parlamento, «dove ha ringraziato il solo ministro Amendola e non il nostro Commissario Gentiloni e Sassoli, presidente del Parlamento europeo, che hanno svolto un ruolo importante per arrivare alla soluzione positiva».

Per questo è partita la richiesta di istituire una bella Commissione Bicamerale, con dentro tutti – magari con un presidente di Forza Italia per la gioia degli alleati Salvini e Meloni- per decidere «quale Italia vogliamo e bisognerà costruire da qui ai prossimi 20 anni», come ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico (M5S).

Non solo, ci si aspettano frizioni anche dentro lo stesso Governo e tra questo e le rappresentanze importanti. Quanti ministri saranno coinvolti? Di Maio, agli Esteri, che farà? E Banca Italia, Confindustria, Sindacati, saranno della partita o semplici spettatori? Sarà una calda estate, non solo per il clima, con Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che ha proposto di portare «un business plan ad agosto in aula».

Senza contare le tensioni dentro al Movimento, dove in attesa della resa dei conti, sono in molti a guardare a Conte come loro leader politico. Una prospettiva che fa infuriare Di Maio, che pur smentendo qualsiasi frizione col premier, sul punto sottolinea e ri-sottolinea che Conte è un risorsa e che se vuol diventare capo del Movimento si deve prima iscrivere al partito. Quando la realtà non si piega… la si immagina, così fa meno male.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 23 LUGLIO

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