VIDEO | I portici di Bologna patrimonio Unesco, il dossier è pronto. Pupi Avati: “Serve restauro anti-graffiti”

Il 15 settembre il Comune di Bologna presenterà il dossier in bozza al ministero. L'obiettivo è essere la candidatura italiana del 2021
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BOLOGNA – Bologna è pronta a presentare la candidatura dei portici a patrimonio dell’umanità Unesco: “Abbiamo il dossier, anche se ancora in forma di bozza, come dev’essere, ma ormai completa in ogni sua parte”, annuncia l’assessore Valentina Orioli, che ha la delega al Progetto di candidatura per il Comune di Bologna. “Ci siamo. E siamo molto vicini alla formalizzazione della candidatura“, afferma in conferenza stampa Orioli: “L’iter sta entrando nel rush finale perchè il 15 settembre presenteremo il dossier in bozza al ministero e da lì il ministero lo trasmetterà entro settembre all’Unesco a Parigi. Ci sarà poi tempo fino all’inizio del 2020 per la trasmissione del dossier definitivo. A quel punto speriamo di essere la candidatura italiana del 2021“.

Quindi “siamo veramente vicini alla conclusione di un percorso che è importantissimo- sottolinea l’assessore- soprattutto per la valorizzazione e la riappropriazione di uno spazio della città da parte di tutti i cittadini. Noi pensiamo infatti che investire sui portici sia un modo di riappropriarci della nostra identità e di raccontarla anche al mondo“. Tornando al dossier, alla fine il documento si aggirerà sulle 400 pagine. Al momento, si tratta di “una bozza che avrà ancora il tempo di essere perfezionata, avremo la possibilità di tornare a confrontarci- precisa Orioli- e soprattutto di parlare del piano di gestione, cioè l’aspetto che più interessa ai cittadini, alle associazioni, a tutti i soggetti che vivono e amano Bologna”.

Un’occasione specifica per proseguire il confronto sulla candidatura sarà una “settimana Unesco” che si svolgerà dal 23 a 28 settembre, “in cui gli uffici saranno aperti anche per raccogliere idee sulla gestione”, spiega Orioli, assicurando comunque che anche su questo aspetto il progetto dell’amministrazione è in fase “molto avanzata”. Intanto, della corsa dei portici verso l’Unesco si parlerà anche questa sera in piazza Maggiore, che nell’ambito della rassegna “Sotto le stelle del cinema” ospiterà la proiezione del film “Noi tre” di Pupi Avati. Orioli, prima del film, illustrerà il percorso della candidatura proprio insieme ad Avati, che è uno dei componenti della Commissione nazionale per l’Unesco. “Sono certo che anche questa occasione in piazza Maggiore, nel cinema più bello del mondo- sottolinea il sindaco Virginio Merola- sarà importante per far vedere e sentire come tutta Bologna si senta profondamente coinvolta in questa operazione che deve rappresentare l’occasione per difendere e tutelare la bellezza unica dei nostri portici: una sfida su cui l’amministrazione è fortemente impegnata”.

La storica corregge Wikipedia: I portici di Bologna? I primi sono del 1041

PUPI AVATI: PORTICI SEGNATI DAI GRAFFITI, SERVE RESTAURO

I portici di Bologna? “Purtroppo segnati” dai graffiti, tanto da rendere “assolutamente opportuno” un loro “restauro generale”. Parola del regista Pupi Avati, bolognese, componente della Commissione nazionale per l’Unesco. Stasera, in piazza Maggiore, prima della proiezione di “Noi tre” il regista parlerà della candidatura dei portici a patrimonio mondiale dell’umanità e intanto, in conferenza stampa, rivela che “rappresentano un periodo remoto ma indelebile della mia adolescenza in quanto mia madre, essendo estremamente religiosa, tutti i venerdì saliva fin lassù”, a San Luca, “e molto spesso mi costringeva ad accompagnarla. Quindi non c’è un angolo, non c’è una porzione, non c’è una cappella di quei portici che io non abbia chiaramente in mente”.

Però “ultimamente- aggiunge Avati- li ho visti purtroppo segnati da graffiti che non so apprezzare. D’altra parte mi sembra che se dovessero ottenere questo riconoscimento, come ci auguriamo, un restauro generale sarebbe assolutamente opportuno”. Sulla candidatura, intanto, il regista è ottimista: si parla di un’opera “straordinaria e assolutamente unica. Se hanno premiato le bollicine di non so dove, i portici son ben altra cosa”. Un riferimento, evidentemente, al bollino Unesco sulle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

Infine, visto che Avati sta per tornare in sala con il film “Il signor diavolo“, una battuta sui 666 archi del portico di San Luca: certe cose “non le ho mai tanto apprezzate e seguite. A un certo punto la numerologia, quando ero più giovane, è stata anche uno dei miei interessi e mi sono accorto che riuscivo a trovare delle combinazioni su qualunque cosa”. Insomma, “Non voglio pensare- conclude il regista- che ci sia del demoniaco nei portici di San Luca, al contrario”.

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23 Luglio 2019
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