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Africa, Sgarbi: “Per celebrarla, bronzi del Benin in Italia”

"Sogno statuette in mostra in 500° Raffaello"
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ROMA – Le statuette bronzee del Benin in Italia. Nell’anno dedicato a Raffaello. Per celebrare insieme il rinascimento italiano e quello africano, mortificato dai crimini e dai furti del colonialismo. La proposta ha segnato oggi la seduta inaugurale di un organismo interparlamentare che promette di rafforzare legami e conoscenza reciproca. Ad avanzarla Vittorio Sgarbi, esponente del Comitato Raffaello 2020, che fissa la data alla vigilia delle restituzioni francesi al Benin, in programma nel 2021 stando al presidente Emmanuel Macron. “Cio’ che fa dialogare di piu’ e’ l’arte” sottolinea il deputato in un’intervista con l’agenzia Dire, rilasciata al Senato, a margine della seduta inaugurale della Sezione bilaterale di amicizia tra Italia e Africa occidentale. “Sarebbe importante che alle Scuderie del Quirinale ci potesse essere un controcanto, con il rinascimento africano che si rappresenta nell’arte del Benin”. Le statuette, testimonianza dell’antico Regno di Dahomey, trafugate nel 1892 dal Palazzo reale di Abomey, non si trovano piu’ in Africa ma appunto a Parigi. “E l’Italia – sottolinea Sgarbi – dando un segnale rispetto alle mortificazioni del colonialismo e alle pretese di egemonia culturale europea puo’ proporsi come ponte attraverso il Mediterraneo”. 


AFRICA. AMBASCIATORE TOGBE-OLORY: CON ITALIA FARE COSE CONCRETE 

Un appello a fare “cose concrete” creando una rete tra deputati e rappresentanze diplomatiche e’ stato rivolto dall’ambasciatore del Benin, Evelyne Togbe-Olory, in occasione della seduta inaugurale della Sezione bilaterale di amicizia tra Italia e Africa occidentale. “Credo – ha detto Togbe-Olory – che l’iniziativa di oggi non sara’ solo di cortesia ma che potremo fare cose concrete, insieme con deputati e ambasciate, affinche’ poi noi come rappresentanti diplomatici passiamo passare i messaggi ai parlamentari”. Secondo l’ambasciatore, nei suoi lavori la Sezione dovra’ tenere in considerazione differenze e specificita’ di contesto, anche di tipo costituzionale. “L’Italia e’ una repubblica parlamentare mentre in genere in Africa abbiamo sistemi presidenziali” ha detto Togbe-Olory. “Rispetto ai parlamenti non ci sono le stesse possibilita’”. 


FAZZOLARI: AFRICA MAI COSÌ VICINA, ORA INFORMARE CORRETTAMENTE 

Sull’Africa serve un’informazione corretta, tanto piu’ oggi, in una fase storica nella quale il continente e’ vicino all’Italia come mai: cosi’ oggi il senatore Giovanbattista Fazzolari, presidente della Sezione bilaterale di amicizia tra Italia e Africa occidentale. L’occasione delle dichiarazioni e’ stata, al Senato, la seduta d’insediamento della Sezione bilaterale di amicizia tra Italia e Africa occidentale. Secondo Fazzolari, “bisogna rafforzare la conoscenza reciproca perche’ oggi l’Africa e’ dipinta come un grande problema”. Il presidente della Sezione ha spiegato: “Se ne parla per l’aspetto migratorio, mentre il continente rappresenta una grande sfida dei prossimi decenni”. Poi, un monito. “Dobbiamo avere una corretta informazione dei fenomeni che riguardano l’Africa” ha detto Fazzolari: “Il parlamento dovra’ dialogare con l’opinione pubblica, perche’ mai come in questa fase storica il continente e’ stato cosi’ vicino all’Italia”. Il senatore ha ricordato che a livello mondiale dell’Assemblea interparlamentare fanno parte 800 deputati, che si incontrano due volte l’anno nella sede dell’organismo in Svizzera. L’impegno chiave e’ quello del rafforzamento dei rapporti diplomatici e della cooperazione a livello internazionale. La Sezione bilaterale Italia-Africa occidentale, al lavoro da oggi, si relazionera’ con i parlamenti di 13 Stati: Benin, Burkina Faso, Camerun, Capo Verde, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea Bissau, Liberia, Senegal, Sierra Leone e Togo. 

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