In Gran Bretagna dopo May arriva Boris Johnson. Coldiretti: “È il nemico del prosecco”

L'ex sindaco di Londra è uscito vincente dalle primarie nel partito dei Tory. Domani sarà nominato ufficialmente premier. Il primo annuncio: "Brexit entro il 31 ottobre"
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ROMA – Da domani sarà il nuovo premier britannico Boris Johnson, ex sindaco di Londra, che ha vinto le primarie nei Tory con il 66% dei voti e battuto l’altro sfidante, il ministro degli Esteri Jeremy Hunt. Tra le prime dichiarazioni del nuovo leader dei conservatori (che domani verrà ufficialmente nominato premier al posto di Theresa May) c’è la Brexit che, ha detto, deve essere portata a termine “entro il 31 ottobre”.

SALVINI: “BUON LAVORO”

“Buon lavoro a Boris Johnson. Il fatto che da sinistra lo dipingano ‘più pericoloso della Lega‘ me lo rende ancor più simpatico”. Lo scrive su twitter Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno.

COLDIRETTI: CON BORIS JOHNSON ARRIVA “NEMICO DEL PROSECCO”

Con l’elezione a premier britannico di Boris Johnson sarà il “nemico del Prosecco” a gestire l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue alimentando ulteriori preoccupazioni per il futuro del vino più apprezzato dagli inglesi. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la nomina dell’ex sindaco di Londra a leader dei conservatori al posto della dimissionaria Theresa May e premier della Gran Bretagna in pectore. L’ostilità di Johnson alle popolari bollicine tricolori – ricorda la Coldiretti – risale alle prime trattative per la Brexit nel novembre 2016 quando l’allora ministro degli esteri inglese cercò di imporre la libera circolazione delle merci, ma non quella dei lavoratori minacciando di bloccare le importazioni di Prosecco in Gran Bretagna se l’Europa non si fosse piegata alle sue richieste. Un atteggiamento contestato dagli stessi tabloid britannici che – continua Coldiretti – gli affibbiarono il nomignolo di “Ministro del Prosecco”.

Ora le minacce – precisa la Coldiretti – potrebbero trasformarsi in realtà dopo che il nuovo leader nel discorso della vittoria dopo l’elezione a leader Tory ha ripetutamente assicurato che Londra uscirà dall’Ue il 31 ottobre, con o senza accordo. Una ipotesi quest’ultima che rischia di colpire il Prosecco e gli altri prodotti Made in Italy esportati in Gran Bretagna da barriere tariffarie e dalle difficoltà di sdoganamento. Ma il No deal comporterebbe anche – sostiene la Coldiretti – un grave problema di tutela giuridica dei prodotti a denominazione di origine come il Prosecco Dop che senza protezione europea rischia di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione anche da paesi extracomunitari. Non vanno infatti dimenticati – continua la Coldiretti – i casi, smascherati in passato, della vendita in Gran Bretagna di falso prosecco alla spina, in lattina o in polvere nei wine kit. 

Il rischio reale, prosegue Coldiretti, è che la Gran Bretagna diventi un porto franco del falso Made in Italy con il Prosecco che – sottolinea la Coldiretti – guida la classifica dei vini italiani più taroccati nel mondo con le imitazioni diffuse in tutti i continenti dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, ma è stata smascherata le vendita anche del Whitesecco e del Crisecco. Ma la minaccia del neopremier inglese non è il solo caso di atteggiamento ostile alle popolari bollicine italiane Oltremanica. Basti ricordare la fake new diffusa dal quotidiano Guardian secondo la quale il Prosecco provoca buchi nei denti, lacera lo smalto e li fa uscire dalle gengive. Nonostante allarmismi e fake news il Prosecco resta però il vino più amato dagli inglesi oltre che il simbolo del Made in Italy a tavola sul territorio britannico. Lo dimostra il fatto che la paura della stessa Brexit fa volare gli acquisti in valore del Prosecco Dop, che nei primi quattro mesi del 2019 ha visto un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una bottiglia di prosecco su tre esportate all’estero – conclude la Coldiretti – viene stappata proprio in Gran Bretagna.

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23 Luglio 2019
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