martedì 11 Agosto 2026

Siccità, Veneto già in affanno: si valuta il ricorso anticipato alle dighe

L'assessora regionale all'Ambiente: "Risorse idriche in rapido e progressivo peggioramento". Si valutano misure che normalmente si intraprendono a luglio inoltrato

VENEZIA – In Veneto la carenza d’acqua è tale che la Regione sta valutando “una serie di interventi per garantire la disponibilità della risorsa idrica e preservare l’equilibrio del sistema”. Tra le opzioni che vengono prese in considerazione “vi è anche il ricorso anticipato alle riserve accumulate negli invasi montani. Una misura che normalmente viene valutata nel mese di luglio, spesso a luglio inoltrato.

LEGGI ANCHE: Italia nella morsa di Cerbero: domani 16 città da bollino rosso. Salgono a 17 giovedì

“SITUAZIONE IN RAPIDO E PROGRESSIVO PEGGIORAMENTO”

Il fatto che oggi, a fine giugno, si stia già ragionando su un utilizzo anticipato di queste risorse dimostra quanto la situazione sia delicata”, spiega l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini. La Regione sta monitorando l’evoluzione della situazione idrica in questi giorni caratterizzati da temperature elevate, assenza di precipitazioni significative e progressiva riduzione delle portate dei principali corsi d’acqua. Il monitoraggio riguarda in particolare il territorio padovano, che dipende in larga parte dalle risorse idriche provenienti dall’Adige attraverso il sistema del Lessinio Euganeo Berico. “La situazione che stiamo osservando è in rapido e progressivo peggioramento e richiede la massima attenzione da parte di tutti gli enti coinvolti”, dice Venturini.


“L’Adige, che attraverso il sistema del Lessinio Euganeo Berico contribuisce in modo determinante all’alimentazione idrica del territorio padovano, è già in stato di crisi idrica. Una parte di quest’acqua viene immessa nel Bacchiglione all’altezza di Montegaldella e da lì contribuisce ad alimentare il sistema idraulico che raggiunge Padova“. Di qui le contromisure al vaglio con Arpav, Consorzi di bonifica e soggetti gestori. “La disponibilità d’acqua che raggiunge Padova è fondamentale non soltanto per gli equilibri ambientali e idraulici della città, ma anche per il funzionamento di infrastrutture strategiche. Tra queste vi è il termovalorizzatore, che utilizza l’acqua del Piovego per i sistemi di raffreddamento. Per questo stiamo seguendo l’evoluzione della situazione con particolare attenzione e valutando tutte le misure necessarie per preservare le riserve disponibili”, specifica e conferma l’assessore.

RISCHIO ‘CRISI IDRICA’

“Le riserve presenti nelle dighe alpine rappresentano oggi una risorsa preziosa, ma è evidente che senza precipitazioni significative non possono costituire una soluzione strutturale. Se nei prossimi giorni non si ricostituiranno sia i livelli dei fiumi in pianura sia le disponibilità negli invasi montani, il rischio è quello di entrare in una fase di crisi idrica sempre più marcata.
Per questo stiamo lavorando in modo preventivo, assumendo decisioni sulla base dei dati tecnici e mantenendo un monitoraggio continuo della situazione. L’obiettivo è garantire la sicurezza idraulica del territorio e la continuità delle attività che dipendono dalla disponibilità d’acqua, intervenendo prima che la criticità possa trasformarsi in emergenza”, conclude Venturini.

Leggi anche