sabato 8 Agosto 2026

VIDEO | Sorelle ritrovate, recluse in una stanza e un bagno: ecco dove e come vivevano nascoste

I depistaggi, le sim e il pericolo di fuga: cosa dice il decreto di fermo per la madre e gli altri due indagati

ROMA – Una toilette senza finestre, una camera matrimoniale con giusto un letto e un armadio, stracolma di vestiti gettati alla rinfusa, come unici comfort un ventilatore e una piccola televisione. Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse da una casa famiglia a Civitella Alfedena, in Abruzzo, e ritrovate domenica scorsa a Formia, in provincia di Latina, hanno vissuto per due settimane in pochi metri quadri nell’appartamento di una palazzina popolare della zia ottantenne.

I GIORNI TRASCORSI DA ‘RECLUSE’

Era stato detto loro non solo di non uscire, ma di fare attenzione a non farsi vedere da nessuno: di tenere sempre le serrande abbassate e di non affacciarsi mai al balcone. Dalla camera da letto uscivano solo per andare in bagno o per mangiare. E quando entrava qualcuno in casa della zia, come l’infermiera domiciliare, stavano attente e non fare alcun rumore.
Insomma, le due sorelle originarie di Minturno, convinte alla fuga in piena notte dalla casa protetta che le ospitava da due anni, si sono ritrovate a vivere per giorni da segregate nella casa di una zia ottantenne che nemmeno conoscevano e che non rivolgeva loro parola (così lei stessa ha raccontato). Hanno trascorso interminabili giornate facendo l’unica cosa possibile: guardare un televisore che trasmetteva praticamente h24 tutta la vicenda delle sorelline scomparse in Abruzzo, su ogni canale. Da quello schermo probabilmente avevano sentito anche la voce piangente della madre, Valentina D’Acunto– colei che aveva pianificato tutto e ha voluto portarle in quel posto – implorarle di tornare o ancora, affidare al suo avvocato tutta la sua finta disperazione: “Temo che le mie figlie siano morte”.

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LE ACCUSE

Per il procuratore generale di Sulmona Luciano D’Angelo non c’è dubbio che il reato contestato sia quello di sequestro di persona aggravato dalla minore età delle ragazze, e in concorso e per questo ora la donna 39 enne è in carcere, come pure il compagno Vincenzo Esposito, 46 anni, e il padre e nonno delle sorelle, Marco D’Acunto, 62 anni.  Maria Sofia Di Russo, l’anziana zia acquisita, nella cui abitazione le due ragazzine sono state nascoste, risulta invece indagata.

LA CAMERA DA LETTO E IL BAGNO, LE IMMAGINI DEL “NASCONDIGLIO”

Da ieri l’80 enne si trova assediata dai giornalisti che le bussano alla porta e le entrano in casa per mostrare come hanno vissuto Sarah e Alissya mentre tutta l’Italia si domandava dove fossero. Nell’estratto di video che riprendiamo, della puntata di lunedì 22 giugno de “La Vita in Diretta”, spiega che aveva riservato alle ragazze la sua camera e un bagno: “Guardate cosa mi hanno combinato..”, si sfoga persino.

I DEPISTAGGI, LE SIM ABUSIVE, IL PERICOLO DI FUGA

Le accuse rivolte a madre, compagno e nonno sono nelle 10 pagine del decreto di fermo della Procura di Sulmona che mette in evidenza le presunte attività di depistaggio (da ultimo i timori espressi per la loro possibile morte), il pericolo di fuga, la disponibilità di ulteriori schede telefoniche degli indagati. Tutti elementi che hanno portato la Procura della Repubblica di Sulmona a disporre per loro il carcere. Troppo concreto infatti il rischio che i tre potessero allontanarsi ancora, portando con sé le ragazzine. Tra gli elementi indicati nel decreto poi figurano anche le “numerose attività di depistaggio” messe in atto durante le indagini e il fatto che risultino ancora disponibili sette delle dieci schede telefoniche abusive, acquistate a Napoli, a cui appartiene anche l’utenza data in dotazione alle ragazze, intestata a un cittadino pachistano, a cui sarebbe arrivata la videochiamata della madre e fatto saltare tutto il suo folle piano.

IL RUOLO DEL NONNO E DEL COMPAGNO DELLA MADRE

Nella notte tra il 6 e il 7 giugno Marco D’Acunto e Vincenzo Esposito si sarebbero recati in auto a Civitella Alfadena per ritirare le sorelle. Sarah e Alisya erano fuggite dalla casa famiglia da una finestra, in piena notte. Dopo un breve tratto di strada fatto a piedi sono poi arrivate nella piazzetta- dove i cani molecolari si erano fermati- per poi incontrarsi con chi le attendeva. Quindi il viaggio verso Formia e la ‘consegna’ a un’anziana zia con cui gli stessi pareti non avevano contatti da 13 anni, secondo quanto riportato ieri in conferenza stampa dal procuratore. Quindi la reclusione di due settimane e infine il blitz che le ha ‘salvate’ da quella folle situazione voluta dalla madre. Salvate certo, anche se si sono barricate in camera per un’ora e non volevano farsi portare via dagli investigatori. Ora sono libere, anche se forse ancora non l’hanno capito.

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