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Tokyo 2020, Mattarella consegna il Tricolore agli Azzurri: “Festa per lo sport e l’Italia”

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Duecento le persone della delegazione, guidata dagli alfieri olimpici, Jessica Rossi ed Elia Viviani, e da quelli paralimpici, Bebe Vio e Federico Morlacchi
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di Erika Primavera, Marta Tartarini e Mirko Gabriele Narducci

ROMA – Si è svolta questa mattina al Quirinale la cerimonia di consegna del Tricolore da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ai portabandiera azzurri che sfileranno ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020. La delegazione degli atleti italiani, composta da circa 200 persone, ha fatto il suo ingresso guidata dagli alfieri olimpici, Jessica Rossi ed Elia Viviani, e da quelli paralimpici, Bebe Vio e Federico Morlacchi. Al loro fianco i presidenti del Coni e del Cip, Giovanni Malagò e Luca Pancalli. 

“È una occasione di festa per lo sport e per tutta la comunità nazionale”, ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando la Squadra Italiana in partenza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020. “Come tutti sappiamo- ha aggiunto Mattarella- la storia delle Olimpiadi è stata attraversata, sovente bloccata, da guerre, da tensioni, persino dal terrorismo. Queste sono le prime Olimpiadi e Paralimpiadi dopo la pandemia, dopo questa pausa di un anno; una pandemia che, come sappiamo bene, ha provocato milioni di morti, ha frenato l’economia mondiale, ha compresso la vita sociale in tutto il mondo”.

E quindi, ha continuato, “il sentimento di speranza, il desiderio di riavviarsi che i giochi suscitano in tutti – nel nostro come negli altri Paesi – è anche rafforzato, è molto avvertito, è molto sentito da tutti i nostri concittadini, ma è anche rafforzato dal carattere di universalità che le Olimpiadi esprimono, dal messaggio che esse inviano – Olimpiadi e Paralimpiadi – di universalità. Nel mondo abbiamo necessità e responsabilità comuni. Questo ci lega strettamente a tutti gli altri popoli. Avvertiamo il bisogno di comprenderci, di cooperare, e possiamo vincere le sfide più grandi che ci si presentano soltanto se le affrontiamo insieme. Le Olimpiadi e le Paralimpiadi sono un’occasione straordinaria per sottolineare, ribadendoli, questi principi di collaborazione internazionale”. “È sempre stato così: le Olimpiadi e le Paralimpiadi mandano un messaggio di pace, di fraternità, di universalità. Voi rappresenterete l’Italia, ma insieme alle atlete e agli atleti degli altri Paesi rappresenterete anche questo sentimento di speranza diffuso in tutto il mondo”, ha concluso il presidente della Repubblica.

BEBE VIO: “ALFIERE ONORE IMMENSO, SPORT PARALIMPICO CAMBIA LA VITA

“Sono molto felice di essere qui oggi, per me questa bandiera rappresenta tantissimo, è un onore immenso ed essere qui davanti a voi, che siete tutte le persone che guardavo in tv quando ero piccola, è qualcosa di magico. Questa bandiera per me rappresenta la bellezza del nostro Paese, la fortuna di farne parte, la squadra pazzesca che siamo stati e che abbiamo dimostrato di essere in questi ultimi anni, la prima maglietta della nazionale che ho ricevuto a 14 anni e la mia canzone preferita, l’Inno di Mameli, che ogni volta che la sento non riesco a non piangere”. Lo ha detto Bebe Vio intervenendo al Quirinale per la cerimonia di consegna del Tricolore da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ai portabandiera azzurri che sfileranno ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020.

“Questa bandiera rappresenta tantissimo anche Alex Zanardi, la mia prima Paralimpiade l’ho fatta con lui ed è stato stupendo, è stata la prima persona con disabilità che ho conosciuto e mi ha dimostrato che il mondo paralimpico sarebbe stato qualcosa di veramente eccezionale- ha proseguito la portabandiera azzurra- E rappresenta tutto il percorso che abbiamo fatto, tutte le medaglie del passato ma soprattutto non vedo l’ora di vedere le persone che saranno qui al posto mio nei prossimi anni, perché per me questa bandiera rappresenta il sogno di una bambina che ancora magari non conosce lo sport paralimpico ma sarà qui e ne sarà orgogliosa perché lo sport paralimpico cambia la vita. Potervi rappresentare sarà per me l’emozione al momento più grande della mia vita”. 

 ROSSI: “HO PENSATO DI MOLLARE MA OGGI PIANGO DI GIOIA

“Mi avete conosciuta come la ragazza di ghiaccio che a 20 anni non si scompose di fronte a un oro olimpico. Davo tutto per scontato, poi ci sono stati momenti di buio, e momenti in cui ho pensato di mollare ma non l’ho fatto ed è proprio per quei momenti che sono qua. Quando ho saputo di essere stata scelta come portabandiera per Tokyo sono scoppiata in un pianto di goia, quello che non c’è stato a Londra e che oggi mi sono ripresa”. Lo ha detto Jessica Rossi, insieme a Elia Viviani, una dei due portabandiera dell’Italia ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, durante la cerimonia di consegna del Tricolore al Quirinale.

IAPICHINO: “IO COME MAMMA FIONA? STORIE SONO DIVERSE

“Abbiamo fatto questa scelta tecnica in base alle mie scelte personali, saranno le mie prime Olimpiadi e devo fare esperienza. Mia madre Fiona? Molti dicono ‘la storia si ripete’, ma secondo me non è così perché tutte le situazioni sono diverse e quindi vedremo dove porterà questa mia nuova avventura“. Così Larissa Iapichino, la saltatrice figlia di Fiona May, che da poco ha scelto di farsi allenare dal padre Gianni Iapichino.

“Sono molto elettrizzata, ogni cosa che accadrà a Tokyo sarà un punto guadagnato- ha aggiunto l’azzurra, lasciando il Quirinale al termine della cerimonia di consegna del Tricolore ai portabandiera olimpici e paralimpici di Tokyo 2020- Ho provato a immaginarmi i Giochi ma non ci riesco perché è qualcosa di troppo grande per poterlo immaginare”

VEZZALI: “ITALIA MOSTRERÀ AL MONDO LA SUA FIEREZZA

 “Ricordo bene quel giorno e ricordo bene anche quel 27 luglio a Londra, con la bandiera in mano e nel cuore l’orgoglio di portarla in alto, in nome e per conto di tutti gli italiani. Ma la bandiera tricolore che oggi Lei, signor Presidente, affida loro ha un peso ancora maggiore e bene hanno fatto Coni e Cip a scegliere la strada del doppio portabandiera”. Così la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali, durante la cerimonia di consegna del Tricolore al Quirinale, rivolgendosi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e agli atleti olimpici e paralimpici.

“Sventolare il Tricolore nelle cerimonie inaugurali dei Giochi Olimpici e Paralimpici significa rappresentare l’Italia e lo sport italiano nella vetrina internazionale più importante. Quest’anno, significherà anche mostrare al mondo la fierezza con cui lo sport italiano, tra i settori più colpiti dalla pandemia, si sta rialzando. Significherà anche inorgoglire un Paese che ha sofferto e che adesso reagisce. Significherà anche mostrare il bel volto di ragazzi e ragazze che rappresentano un movimento di milioni di atleti, dirigenti e tecnici che, con entusiasmo e passione, forgiano quei diamanti che oggi risplendono”, ha concluso Vezzali. 

MALAGÒ A MATTARELLA: “LEI È NOSTRO CAPITANO”

“Il 23 luglio quando si apriranno i Giochi di Tokyo saremo felici di ricordare lei che è il nostro Capitano, perché quel giorno coincide con il suo compleanno, con i suoi 80 anni. Saremo ancora più onorati di portare quel vessillo”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, durante la cerimonia di consegna del Tricolore al Quirinale. 

PANCALLI: “GIOCHI SONO LUCE IN FONDO AL TUNNEL, LA ALIMENTEREMO

 “Nonostante siano passati tanti anni e dovremmo essere abituati alle celebrazioni di momenti così importanti l’emozione c’è sempre, ed è la stessa identica che stanno provando tutti gli atleti perché questo è il momento in cui si comincia a percepire in maniera palese e palpabile la responsabilità di vestire la maglia azzurra. Ma il senso di responsabilità stavolta va oltre, perché lo sport italiano si carica di un ulteriore messaggio, quello che attendono tanti cittadini che guardano allo sport nella speranza di tornare a gioire ed emozionarsi come sta accandendo con la Nazionale di calcio. Tante volte in questo anno drammatico abbiamo ricordato quanto le Olimpiadi e le Paralimpiadi avrebbero rappresentato la luce in fondo al tunnel, oggi siamo quasi lì e vogliamo alimentarla: ancora una volta si chiede allo sport di portare un messaggio importante come spesso accaduto nella storia, ma questa volta sarà ancora più importante perché si tratta del primo grande evento planetario dopo l’annuncio da parte dell’Oms dell’inizio della pandemia”. Lo ha detto il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli, intervenendo al Quirinale per la cerimonia di consegna del Tricolore da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ai portabandiera azzurri che sfileranno ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020.

“L’Italia paralimpica è pronta, ringrazio tutti gli atleti e le atlete che hanno continuato con grande determinazione, passione, cuore, voglia di arrivare e tanti sacrifici in un anno difficile in cui sono riusciti a conquistarsi le qualificazioni, ringrazio tutte le federazioni sportive che si sono adoperate per i loro atleti, le associazioni sportive di base che ancora soffrono per una ripartenza faticosa, i Corpi dello Stato, il Gruppo paralimpico sportivo della Difesa- ha proseguito Pancalli- Noi siamo riusciti ad abbattere un muro che fino a pochi anni fa sembrava inimmaginabile abbattere, l’assunzione e arruolamento dei nostri atleti paralimpici nei Corpi dello Stato e nel Gruppo paralimpico della Difesa, una successo per un Paese che scommette su una rivoluzione culturale”.

Per il presidente del Cip “questa delegazione è pronta, sappiamo di andare là da protagonisti non solo perché negli ultimi anni il movimento paralimpico italiano è cresciuto a dismisura, ma anche perché veniamo visti come punto di riferimento organizzativo e come attivatore di rivoluzione culturale della percezione della disabilità e consapevolezza della funzione sociale dello sport come veicolo attraverso il quale si riconoscono quei diritti di cittadinanza a tutti gli esseri umani”. “Presidente Mattarella, le prometto che nel riconsegnarle la bandiera questa non sarà carica solo del peso delle medaglie, ma anche di quella medaglia intangibile rappresentata dalle scintille che i nostri atleti faranno accendere in tanti ragazzi e ragazze disabili di questo Paese che non hanno ancora scoperto lo sport”, ha concluso Pancalli. 

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