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In Senegal apre il data center più grande dell’Africa occidentale

DATA_CENTER_SENEGAL
Costruito con la Cina, all'inaugurazione il presidente Sall
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ROMA – In Senegal un data center statale, definito dal governo “il più grande di questo tipo di ultima generazione dell’Africa occidentale“, è stato inaugurato dal presidente Macky Sall a Diamniadio, nuovo polo industriale e tecnologico situato a 30 chilometri dalla capitale Dakar. La cerimonia si è tenuta ieri. Oltre al capo di Stato vi ha preso parte anche il direttore generale dell’Agence de l’informatique de l’Etat (Adie), Cheikh Bakhoum.

La struttura è costata circa 46 miliardi di franchi Cfa, l’equivalente di poco più di 70 milioni di euro, e si prevede che diventerà operativa entro sei mesi. Il Center avrà il compito di ospitare tutti i dati della pubblica amministrazione senegalese e del settore privato e di facilitare la dematerializzazione delle procedure amministrative. Secondo il presidente, il data center “offre una straordinaria opportunità per la creazione di posti di lavoro e servizi a favore del settore privato“.

Bakhoum ha invece evidenziato che a oggi l’Africa “raccoglie a malapena l’1 per cento dei Data Center mondiali, il che significa che” il continente deve “pagare per accedere” ai dati. “Oggi il Senegal possiede invece il più grande data center di ultima generazione dell’Africa occidentale, con quasi mille metri quadrati di locali tecnici e 1,4 MW di capacità energetica” ha sottolineato il direttore.

L’apertura del centro di Diamniadio si colloca all’interno della strategia Digital Senegal 2025, a sua volta parte del più ampio piano di sviluppo del governo noto come Plan Sénégal Émergent (Pse), un insieme di riforme politiche e sociali con un orizzonte temporale al 2035. Il data center, che secondo i suoi promotori servirà anche come “strumento di sovranismo digitale”, è stato realizzato in partnership con la Cina ed è stato attrezzato dalla società cinese Huawei.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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