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Sblocco sfratti: 5.000 nuclei famigliari a rischio in Emilia-Romagna

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Dal prossimo 1 luglio gli sfratti emessi prima del 20 febbraio 2020 potranno essere nuovamente eseguiti, mentre da settembre diventeranno esecutivi quelli decisi durante il 2020
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Di Pietro Tabarroni

BOLOGNA – Dal prossimo 1 luglio gli sfratti emessi prima del 20 febbraio 2020 potranno essere nuovamente eseguiti, mentre da settembre diventeranno esecutivi quelli decisi durante il 2020. Il che significa che nei prossimi mesi potrebbero essere colpite 80.000 famiglie in Italia, di cui “oltre 5.000 in Emilia-Romagna, dove gli sfratti esecutivi sono circa 2.500 all’anno, stando ai dati del 2019″, avverte Valentino Minarelli, segretario regionale del Sunia, il sindacato inquilini della Cgil, parlando alla ‘Dire’ dal presidio organizzato oggi a Bologna davanti alla Prefettura per lanciare l’allarme sfratti e chiedere misure per evitare che sfoci in allarme sociale.

Dice del resto Marina Balestrieri, della Cgil dell’Emilia-Romagna: “Non abbiamo i dati del 2020 ma, a nostro parere, con la pandemia la situazione si sarà certamente aggravata. Ciò che sappiamo sono i numeri delle richieste per l’ultimo bando del contributo affitto emesso dalla Regione, che sono aumentate del 30%”, ovvero quasi 52.000 nuclei familiari emiliano-romagnoli “in difficoltà con il canone per la casa“. E di questi, solo il 20% avrebbe ricevuto risposta positiva, mentre il restante 80%, pur in regola coi requisiti, non sarebbe stato emesso alcun finanziamento.

Alla Prefettura– spiega Egisto Gasperoni, presidente di Uniat-Uilchiediamo di intervenire per impedire gli sfratti sbloccati dall’ultimo decreto sostegni, perché a rischio ci sono moltissime famiglie”.

Stamattina erano una trentina gli esponenti dei sindacati degli inquilini in presidio in piazza Roosevelt per chiedere in particolare ulteriori fondi pubblici per sostenere gli affitti, incentivi per la rinegoziazione dei canoni e una serie di altre misure a tutela di coloro che cadono nella morosità incolpevole.

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