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Processo Willy, le deposizioni dei carabinieri: “Testa presa a calci come un pallone”

Si apre con le deposizioni dei carabinieri che arrestarono i fratelli Bianchi il processo per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte, ragazzo di 21 anni ucciso lo scorso settembre a Colleferro
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FROSINONE – È iniziata con le prime deposizioni dei Carabinieri che intervennero quella notte, davanti alla Corte di Assise di Frosinone, la seconda udienza che dà via al dibattimento del processo per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte. Presente la madre del 21enne ucciso la notte tra il 5 e il 6 settembre scorso, davanti ad un pub a Colleferro, cittadina dei Castelli romani. Presenti in aula rappresentanti dei Comuni di Paliano, Colleferro e Artena, parti civili nel processo. Collegati in video conferenza gli imputati per omicidio volontario aggravato, Gabriele e Marco Bianchi, assente Mario Pincarelli. Presente in aula il quarto imputato, detenuto ai domiciliari Francesco Bellegia.

CARABINIERE: SENTITE FORTI URLA, LUI ERA A TERRA

Ho sentito le urla da dentro la caserma di piazza Italia provenire dai giardini, non erano normali urla della movida. Sento un urlo di una donna e capisco che è successo qualcosa di grave”. Così il Luogotenente Antonio Carella, comandante della stazione di Colleferro, ricostruendo gli attimi della notte del 6 settembre 2020, in cui soccorse Willy Monteiro Duarte, vittima di una rissa. Il Carabiniere fu il primo militare a intervenire sul luogo dell’aggressione del 21enne.

“Sul marciapiede di via Bruno Buozzi ho notato un ragazzo a terra e 5 persone attorno a lui. A terra c’era il povero Willy. Qualcuno gli ha fatto il massaggio cardiaco, qualcun’altro preso dalla rabbia dava calci a cassonetti”.

“Dopo 10 minuti mi è arrivato un fotogramma di una targa”, continua Carella. “Qualcuno ci aveva detto che erano stati i fratelli Bianchi. Io li conoscevo per altre indagini precedenti. Ci siamo recati ad Artena, dove ci avevano segnalato la presenza della macchina: abbiamo trovato l’auto e poi abbiamo visto 5 persone che entravano in un locale. Dentro c’erano i fratelli Bianchi e altri. I Bianchi erano nervosi e agitati. All’inizio hanno fatto finta di non vederci, avevano atteggiamento superbo e si sono messi subito in disparte. Abbiamo parlato con loro, ci siamo presi un caffè per tranquillizzare la situazione e poi gli abbiamo detto di venire con noi in caserma”.

INVESTIGATORE CC: AZIONE FULMINEA, TESTA PRESA A CALCI COME UN PALLONE

“Un’azione fulminea, veloce e molto aggressiva durata 1 minuto e 25 secondi”. Tanto è passato dall’arrivo dell’Audi Q7 nella piazza di Colleferro, fino al momento in cui l’auto con i fratelli Bianchi riparte in direzione di Artena. Nella manciata di secondi in mezzo, il brutale pestaggio ai danni di Willy. A ripercorrere le indagini, fissando punti e orari della notte del 6 settembre 2020 è il Comandante del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Colleferro, il Tenente Roccazzello, deponendo oggi in Corte di Assise a Frosinone nel processo per l’omicidio del 21enne di origini capoverdiane.

“Dalle telecamere si vede che i Bianchi parcheggiano l’auto in via Bruno Buozzi, a Colleferro alle 3.23. Sono a 5 metri distanti da Willy. Scendono e al loro arrivo anche Pincarelli e Bellegia, che fino a poco prima sembravamo calmi, cambiano atteggiamento. Dopo il pestaggio ripartono, alle 3.24 e qualche secondo”.

Willy viene colpito dai Bianchi con un calcio. Cade a terra. Tenta di rialzarsi. Ma viene colpito nuovamente. Bellegia e Pincarelli lo colpiscono quando è già a terra. Pincarelli lo colpisce con i pugni. Bellegia gli sferra un calcio alla testa, ‘come se colpisse un pallone’, dirà poi uno dei loro amici intercettato”, racconta il Tenente Roccazzello.

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