L’addio di Nugnes al M5s: “Svolta autoritaria, me ne vado”

Lascia dopo dieci anni di militanza: "Ogni critica costruttiva è diventata impossibile"
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ROMA – “Al giro di boa di un anno di governo devo constatare che qualsiasi critica costruttiva è diventata impossibile. Ogni aspetto della vita del Movimento, dentro e fuori dal parlamento, è sottoposto alla volontà del capo politico e per questo, dopo più di dieci anni, lascio i 5 Stelle”. Lo dice la senatrice Paola Nugnes in un’intervista al ‘Manifesto’.

“Ho fatto tutti i passi necessari perché avvenga in modo indolore- spiega Nugnes-, dall’altro lato ho ricevuto solo silenzio. Se il mio modo di agire è stato interpretato come una debolezza, sappiano che combatterò. Ci sono diverse sentenze avverse al Movimento. Nel passaggio dallo statuto del 2009 a quello del 2017 non sono stati chiari con noi e il tribunale di Genova ha stabilito che gli statuti confliggono. Ce ne siamo accorti in ritardo, ci fidavamo. Del resto, tutti i problemi derivano dalla torsione imposta nel 2017, con la delega in bianco al capo politico. Inclusa la perdita di 6 milioni di voti nell’abbraccio con la Lega”.

“Andrò tra gli indipendenti- dice ancora-, se non riuscirò a incidere darò le dimissioni. È giusto rimanere a lottare anche per bloccare le ipotesi di riforma dello stesso parlamento. Riduzione nel numero degli eletti e del loro stipendio, a fronte di nessuna modifica per i ministeri significa rafforzare l’esecutivo a scapito del legislativo e della rappresentanza popolare. È una svolta autoritaria, funzionale anche a certe politiche che pure abbiamo sempre avversato, come sacrificare l’ambiente per progetti come il Tap”. E ancora: “Ho una lunga storia politica, ho avuto il tempo di elaborare il mio distacco ma i parlamentari che sono entrati per la prima volta in questa legislatura sono in fortissima sofferenza. Avevo chiesto di discutere una carta dei principi, hanno preferito la delega in bianco a Luigi Di Maio“.

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23 Giugno 2019
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