ROMA – Con il via libera della Camera il decreto sulla cittadinanza è legge. Tra le altre cose prevede una stretta sulla doppia cittadinanza e che gli italo-discendenti nati all’estero possano avere il passaporto italiano per “ius sanguinis” solo fino a due generazioni, cioè non oltre un genitore o un nonno nato in Italia. Inoltre, le nuove norme aprono alla possibilità di lavoro subordinato, fuori quota, per discendenti di cittadini italiani e con cittadinanza in Paesi a forte emigrazione italiana. Il provvedimento è passato con i voti della maggioranza, tra le critiche delle opposizioni.
Mercoledì mattina si è svolto il dibattito sulle mozioni per Gaza.
Il clima si è presto surriscaldato. Alla fine passa solo la mozione di maggioranza che prevede la formula dei due popoli in due stati, il sostegno all’iniziativa diplomatica e l’ingresso nella striscia degli aiuti umanitari.
Bocciate invece le mozioni delle opposizioni che chiedevano il riconoscimento dello Stato di Palestina e sanzioni diplomatiche al governo di Netanyahu.
Nel pomeriggio poi, durante il question time, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di spesa per la difesa. La Nato, ha spiegato, chiederà all’Italia e agli altri Paesi alleati di superare il tetto del 2% del Pil.




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