Lavoro. Ancora lacrimogeni a Italpizza, e domani sciopero Inalca

Al quarto giorno di presidi Si Cobas e Cgil ai cancelli, a Italpizza, la situazione non migliora
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MODENA – Ancora tensioni e scioperi nel distretto alimentare modenese. Al quarto giorno di presidi Si Cobas e Cgil ai cancelli, a Italpizza, la situazione non migliora.

Come ieri, si segnalano tafferugli e lacrimogeni, con via Vignolese bloccata per il passaggio dei camion. E ci sarà sciopero domani, per tutta la giornata e per tutti i turni, per i lavoratori dell’Inalca di Castelvetro e della società Gescar srl che gestisce in appalto diverse fasi della lavorazione delle carni.

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Lo sciopero è indetto dalla Flai-Cgil: è previsto un presidio a dalle 4 del mattino, che proseguirà per tutta la mattinata davanti ai cancelli in via per Spilamberto. La protesta è indetta contro l’esternalizzazione “senza alcun controllo della produzione” da Inalca a Gescar, senza informazione e confronto con Rsu, sindacati e lavoratori, accusa il sindacato.

Sono 250 gli addetti di Gescar e 600 i dipendenti diretti di Inalca: Flai e lavoratori denunciano anche come non ci sia chiarezza nella distribuzione delle postazioni di lavoro, tra lavoratori Inalca e lavoratori Gescar.

Inoltre, secondo la Flai non c’è alcuna volontà da parte di Inalca di rinnovare il contratto integrativo aziendale. Così, unitamente alle Rsu, si invoca “il rispetto delle leggi e del contratto nazionale in materia di appalti, l’assunzione diretta del personale Gescar in produzione da parte di Inalca, il rinnovo del contratto e il ripristino di corrette relazioni sindacali”.

ITALPIZZA, CGIL PREME SU INFORTUNI: AZIENDA NON RISPONDE

“È passato un mese e mezzo e dall’azienda ancora nessuna risposta”. Lo segnala la Cgil a proposito delle ultime richieste del sindacato a Italpizza, dedicate alla sicurezza sul lavoro. I quattro punti proposti alla ditta e alle coop di servizio Cofamo ed Evologica, segnalati pure alla direzione dell’Ausl, recitano: valutazione quantità di infortuni e malattie professionali, rischi connessi alle modalità operative e spazi troppo angusti, forti disagi per le lavoratrici in ambienti saturi di olio vaporizzato, mancanze tecniche per arresto della produzione in casi di emergenza.

In tutto questo, risulta “inspiegabile ed inaccettabile il silenzio dell’impresa”, incalza Franco Zavatti, della Cgil di Modena nonché coordinatore a legalità e sicurezza del sindacato regionale. L’occasione per fare il punto è quella degli ultimi dati Inail nel report “Denunce di infortunio sul lavoro-Casi mortali-Malattie professionali” riferito al 2018, ma anche coi “pesanti dati” che arrivano fino al primo trimestre 2019.

Tira le somme Zavatti: “La nostra Emilia-Romagna indossa la medaglia d’argento nero, quale seconda regione, dopo la Lombardia e prima di Veneto e Toscana, con un 2018 pieno di 85.823 infortuni sul lavoro, +1.127 sull’anno precedente, ed un lutto pauroso ‘per i 115 incidenti con esito mortale’. Infortuni- precisa il sindacato- che feriscono per il 36% lavoratrici ed il 64% lavoratori”. E anche il quadro del primo trimestre, appunto, conferma “il pesante secondo posto nazionale, con 20.428 infortuni in Emilia-Romagna” dei quali 18 mortali.

ITALPIZZA, PRESIDENTE CONFINDUSTRIA: CAOS INACCETTABILE

“Ci auguriamo che la ragionevolezza del dialogo e del confronto prevalga, pur nel rispetto dei ruoli, a favore dell’apertura di un tavolo tra le parti che porti velocemente ad un punto di convergenza, che deve necessariamente assecondare la sostenibilità della strategia di crescita dell’impresa dalla quale potranno derivare nuove opportunità di occupazione”. È il presidente di Confindustria Emilia, Valter Caiumi, che sceglie di farsi sentire oggi sulla vicenda Italpizza, dopo le nuove tensioni di ieri ai cancelli e la polemica continua tra azienda e alcuni sindacati, Si Cobas e categorie Cgil, su contratti e appalti.

Nemmeno l’annuncio del nuovo polo logistico da 25 milioni di euro ha contribuito a rasserenare gli animi, anzi da più parti lo si considera un investimento vecchio di due anni. Così, se la Cgil ha annunciato denunce a Prefettura e ispettori del lavoro sulla sostituzione di alcuni lavoratori in sciopero, la voce degli industriali risuona ora col loro massimo rappresentante.

“Italpizza è azienda di riferimento per le pizze surgelate, produce ogni anno 100 milioni di pizze che esporta per il 60% del suo fatturato in 55 Paesi”, premette Caiumi, dopo il tavolo di due giorni fa che proprio nella sede di Confindustria ha fatto il punto sul nuovo polo.

Continua il presidente di Confindustria Emilia: “Ci pregiamo di avere sul territorio emiliano un’impresa performante, che ha raddoppiato il fatturato in pochi anni, guadagnando la fiducia del mercato, con un’ampia gamma di prodotti di alta qualità. Una realtà che ha saputo con le sue strategie offrire opportunità al nostro territorio, un nuovo modo di concepire i prodotti della panificazione, prestando attenzione ai gusti della tradizione, e una forte attenzione alla visione strategica di medio lungo periodo, come testimonia anche ultimamente- puntualizza Caiumi- l’abbrivio di un nuovo piano di sviluppo industriale”.

Tuttavia, evidenzia il numero uno industriale, “è da molti mesi che assistiamo ad una situazione di tensione che in alcune circostanze si è addirittura deteriorata in momenti di violenza, mettendo a rischio l’incolumità di tutti, lavoratori e forze dell’ordine, in primis”.

Quindi, si raccomanda Caiumi, “dobbiamo con grande senso di responsabilità essere tutti consapevoli che non possiamo più accettare queste situazioni, che smorzano le dinamiche positive di crescita, delle imprese e dell’occupazione, e che non rappresentano più un territorio come il nostro, connesso ai mercati internazionali”.

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23 Maggio 2019
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