Astrazeneca, l’Ema ordina: “Avanti con le seconde dosi”

vaccino_astrazeneca
L'Agenzia europea del farmaco sottolinea che i benefici superano i rischi e si può completare la vaccinazione nell'intervallo da 4 a 12 settimane dopo la prima inoculazione
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Di Alessio Pisanò

BRUXELLES – L’Ema consiglia agli Stati membri dell’Unione europea di continuare a somministrare le seconde dosi del vaccino Astrazeneca. Resta dunque l’indicazione di completare la vaccinazione utilizzando il farmaco tra le 4 e le 12 settimane dopo la prima inoculazione, in linea con le prescrizioni della stessa Agenzia europea del farmaco. Lo ha spiegato il vicedirettore esecutivo di Ema, Noel Wathion, in conferenza stampa. Secondo il dirigente, l’analisi dei dati conferma che “i benefici del vaccino superano i rischi” e “crescono con l’aumentare dell’età” dei soggetti vaccinati. Il responso rimane quindi positivo, ma Wathion ha detto che, nel caso “dovessero pervenire nuovi dati” l’Ema si impegnerebbe in “un’analisi immediata” nella “massima trasparenza”. In Italia, l’Aifa ha scelto di raccomandare agli over 60 il vaccino prodotto da Astrazeneca. Nelle scorse ore, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha spiegato di non aver ancora deciso se intervenire legalmente contro l’azienda per i ritardi nelle forniture.

LEGGI ANCHE: Von der Leyen: “Entro luglio avremo vaccinato il 70% degli adulti in Europa”

“NON ESCLUSO CHE SPUTNIK PROVOCHI TROMBOSI”

Nel corso della conferenza stampa, l’Ema ha anche spiegato che non si può escludere l’ipotesi che anche Sputnik V possa generare casi di trombosi, poiché “basato sulla stessa tecnologia ad adenovirus di AstraZeneca e Janssen”. L’agenzia, è stato sottolineato, sta attualmente indagando sul “meccanismo che si cela dietro i casi di trombosi accertati”. L’indagine attualmente copre i vaccini a virus inattivato AstraZeneca e Johnson&Johnson.

Covid, Iss: “Indice Rt in calo a 0,81 ma terapie intensive sopra soglia critica”

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»