Usa, afroamericana uccisa da agente: LeBron attacca la polizia e litiga con Trump

La star dell’Nba è stata criticata per aver postato una foto del poliziotto che l’altro ieri ha ucciso una 16enne afroamericana
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ROMA – Duro botta e risposta tra LeBron James e Donald Trump. Al centro, la vicenda della 16enne afroamericana uccisa in Ohio da un agente di polizia a Columbus, episodio per il quale è stata aperta un’inchiesta.

Sui social, infatti, la stella dei Lakers ha puntato il dito nei confronti delle Forza dell’ordine, attribuendo loro la responsabilità dell’omicidio della giovane, pubblicando la foto del poliziotto che l’avrebbe commesso. Post poi cancellato e sostituito da un altro sempre molto forte: “Sono talmente stanco di vedere neri uccisi dalla polizia”.

A proposito del tweet cancellato, James ha spiegato di averlo cancellato “perché era usato per generare ancora più odio. Non si tratta di un agente di polizia, si tratta dell’intero sistema e usano sempre le nostre parole per creare ancora più razzismo. Voglio che le persone siano viste più come responsabili per le loro azioni”.

Ha poi sottolineato che “la rabbia non porta a nulla di buono e riguarda anche me. Dobbiamo raccogliere i fatti. Sono ancora arrabbiato per quello che è successo a quella ragazza. Le mie simpatie vanno alla sua famiglia e che sia fatta giustizia”.

Il primo tweet, però, non è passato inosservato neanche agli occhi di Donald Trump. L’ex presidente Usa ha infatti reagito con una nota accusando LeBron James di dichiarazioni razziste: “Dovrebbe concentrarsi sul basket piuttosto che assistere alla distruzione della Nba, che ha appena registrato i suoi tassi di pubblico più bassi nella ricca storia di questo campionato”.

E ancora: “I suoi commenti razzisti dividono, sono meschini, offensivi e sprezzanti. Sarà anche un grande giocatore di basket, ma non sta facendo nulla per riunire il nostro Paese”

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