VIDEO | ‘Di bellezza si vive’: da maggio il progetto per 1.400 minori

La responsabile del progetto, Giorgia Turchetto, spiega all'agenzia di stampa Dire il progetto, al via dal prossimo 5 maggio, finalizzato al contrasto della poverta' educativa
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ROMA – La bellezza non e’ la rispondenza ad un canone estetico, ne’ una componente esteriore della realta’. È molto di piu’ e “svolge una funzione fondamentale nella crescita delle persone”. È a partire da questa premessa che la responsabile del progetto, Giorgia Turchetto, spiega all’agenzia di stampa Dire il progetto, al via dal prossimo 5 maggio, ‘Di bellezza Si Vive‘, finalizzato al contrasto della poverta’ educativa. 

Selezionato nel bando ‘Un passo in avanti‘ dall’impresa sociale Con i Bambini (interamente partecipata da Fondazione Con il Sud), ‘Di bellezza Si Vive’ e’ stato finanziato nell’ambito del Fondo per il contrasto della poverta’ educativa minorile “con un contributo di circa un milione e 800mila euro- spiega la responsabile del progetto Turchetto- e considerato tra i 18 progetti nazionali particolarmente innovativi che, coerentemente con l’obiettivo del fondo, contribuiranno a rendere operativa una strategia nazionale di lotta alla poverta’ educativa dei minori, sperando di generare processi innovativi con effetti a lungo periodo”. 

Una mission ambiziosa su cui lavoreranno per quattro anni molti partner di progetto (Cometa, Horcynus Orca, Mcg-Studio Associato Pedagogia Clinica, On!, Infn, Dipartimento Educazione Castello di Rivoli, Fondazione Mario Moderni, Assifero, Aragorn) in un percorso di ricerca-azione che raggiungera’ circa “1.400 minori fino ai 17 anni, distribuiti in tutta Italia”, coinvolgendo famiglie e scuole: “due al Nord” (istituti comprensivi Como Centro e Como Rebbio), e “due al Sud” (liceo ‘Emilio Ainis’ e istituto comprensivo Giovanni XXIII-villaggio Aldisio di Messina). 

Obiettivo del progetto – il cui capofila e’ la Cooperativa il Manto, parte del network di Cometa a Como – e’ la creazione di un metodo educativo originale, che possa essere validato scientificamente, dimostrando che la bellezza, attraverso l’arte, il teatro, il paesaggio e le attivita’ manuali, “rappresenta un’esperienza capace di estendere il potenziale degli individui da un punto di vista emozionale, cognitivo e comportamentale– sottolinea la responsabile del progetto – indipendentemente dal contesto in cui nasci, dalla situazione di partenza e dalle condizioni socio-economiche-ambientali che vivi”. 

La metodologia di base e’ quella studiata e sviluppata “dal professor Ugo Morelli“, psicologo del lavoro e responsabile scientifico del progetto, “e dalla dottoressa Emanuela Fellin“, responsabile del monitoraggio e della valutazione. “Da anni- sottolinea Turchetto- stanno lavorando ad una ricerca scientifica per dimostrare che la bellezza, al di la’ del significato estetico, in realta’ svolge una funzione fondamentale nella crescita delle persone”. ‘Di bellezza Si Vive’, quindi, trasla questo tema in ambito educativo, dove “ricorrere alla bellezza puo’ effettivamente costituire una risposta innovativa al contrasto della poverta’ educativa”.

Tutte le azioni di progetto si basano sull’applicazione della metodologia Rbl (Research Based Learning) e Ebl (Education Based Learning) secondo le quali per favorire apprendimento e cambiamento in qualsiasi situazione relazionale bisogna partire dai saperi primitivi, quelle risorse endogene ad una particolare esperienza, fatta da determinate persone in determinati luoghi, che “non sono replicabili”. Ecco allora che “l’elemento piu’ sfidante e’ stato fare una ricognizione dell’Italia per capire quanti contesti del Terzo Settore, della cultura, del sociale, della scienza, stanno gia’ da diverso tempo utilizzando la bellezza come strumento di empowerment”, racconta Turchetto. Il risultato e’ stato una riunione delle “eccellenze”, con “partner molto eterogenei tra loro”. 

Saranno cinque gli ambiti di sperimentazione (famiglia, scuola, spazi di vita, luoghi culturali, mondi digitali) per cinque obiettivi operativi (sostegno alla genitorialita’, rafforzamento del ruolo della scuola, rigenerazione e riappropriazione degli spazi, allargamento della comunita’ educante, rafforzamento delle competenze cognitive e non cognitive). “Il progetto sara’ avviato con una formazione dei partner sul metodo- chiarisce Turchetto- A partire, nel primo anno e mezzo, saranno Como e Messina. Dal terzo anno in poi partiremo con le attivita’ anche con Rivoli e Roma con Moderni. Una delle attivita’ che Messina portera’ avanti- precisa- riguardera’ i parchi della bellezza e della scienza”, oltre alla realizzazione di “una sala immersiva interattiva dove si pensa di dar vita, assieme all’Istituto di fisica nucleare, alla scoperta di mondi altri, lontani e nascosti”. Mentre “una delle attivita’ che faremo con l’istituto comprensivo di Como Rebbio sara’ il restauro del palco del teatro sociale”, un’operazione dal basso “a partire dalle competenze di famiglie e ragazzi”.

Sfida nella sfida sara’ avviare il progetto in emergenza coronavirus, che, secondo “Save the children potrebbe triplicare” il numero di bambini italiani in poverta’ educativa. “Dovevamo partire operativamente gia’ un paio di mesi fa, ma l’emergenza Covid ha bloccato tutto e nel mese di aprile abbiamo fatto svariate riunioni per capire in che modo far partire il progetto- spiega Turchetto- Tutto il partenariato ritiene non solo che sia importante farlo partire ora per cercare di dare risposte immediate, ma soprattutto perche’ riteniamo sia importante prepararci al futuro“, quando si spera di “poter tornare alla normalita’” e “ci saranno tante cose da ricostruire, prima fra tutte le relazioni sociali e interpersonali”. 

E se e’ importante rispondere ai problemi concreti delle persone, il team di ‘Di bellezza Si Vive’ e’ convinto che sia necessario “pensare strategie di lungo termine che recuperino la centralita’ di alcuni elementi indispensabili dell’educazione, prima fra tutte- dice Turchetto- la relazione interpersonale tra chi educa e chi e’ educato, che va rimessa al centro”. A partire dalla consapevolezza “che non si apprende solo in modo cognitivo, ma che il corpo svolge una funzione fondamentale nell’apprendimento”. Sara’ proprio il corpo il protagonista di questa prima fase delle attivita’ che, “seppure svolta su una piattaforma web, punta a creare delle proposte che inducano gli utenti a fare delle cose”, sempre “mappando i bisogni” e tenendo in considerazione la “difficolta’ di accesso” di tanta parte della popolazione agli strumenti digitali. 

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23 Aprile 2020
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