Il presidente del Consiglio oggi se la gioca su più tavoli, in Europa e in Italia ​​​​​​​

L'editoriale del direttore Nico Perrone per DireOggi
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Mentre la Camera è chiamata a votare la fiducia al Governo sul ‘Cura Italia’, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in questo momento sta discutendo con gli altri leader al Consiglio europeo. Al centro, le misure, meglio i soldi, da metter subito in circolo per battere il virus e il tracollo economico che lo accompagna.

L’Italia, insieme alla Spagna e Francia, sul tavolo vuole almeno 1.500 miliardi di euro. Cifra che ha fatto venir il mal di pancia ai cosiddetti Paesi del Nord, Olanda e Germania in testa. La Cancelliera Merkel oggi ha detto che per ottenere la misura chiesta dall’Italia, un finanziamento in carico a tutti e 27 paesi europei, bisognerebbe cambiare i trattati. Insomma, mettendola sul procedimento burocratico ha fatto capire che piuttosto che niente è meglio piuttosto, come dice qualcuno.

E il ‘piuttosto’, al momento, sono i 500 miliardi già decisi tra Bei che finanzierà le imprese in crisi, il Mes per la sanità e i 100 miliardi Sure della Commissione europea per la disoccupazione. Tutti sanno che non basteranno. La lotta, all’ultimo coltello, sarà su provvedimento comune da adottare. Alla fine, probabile che passerà la proposta avanzata dalla presidente della Commissione, la tedesca Ursula von der Leyen, di utilizzare il prossimo bilancio della stessa Commissione (ancora da decidere e approvare, ndr) come garanzia dei recovery bond.

Stasera, alla fine della maratona europea, Conte riunirà il Consiglio dei ministri per decidere sul nuovo sforamento di bilancio pari a 50 miliardi che andranno nel nuovo decreto in arrivo a fine mese per finanziare imprese e famiglie in difficoltà.

Sono ore che qualcuno vive con grande preoccupazione. Perché per domani è atteso il giudizio di Standard & Poor’s sull’Italia, sul suo debito. Siamo a sole due tacche dalla ‘spazzatura’, e si temono altri contraccolpi sui mercati. Per questo è già scesa in campo la Bce, che ha deciso la possibilità di acquistare anche i titoli degli Stati che vengono declassati. Speriamo basti.

Sul fronte politico italiano, nel M5S è iniziato il procedimento che porterà alla possibile espulsione di almeno due europarlamentari Ignazio Corrao e Piernicola Pedicini, che sulla scia di Di Battista hanno attaccato i vertici nazionali e votato per ben due volte contro la decisione presa dal livello nazionale. Altra novità sul versante editoriale: il ‘licenziamento’ del direttore di Repubblica, Carlo Verdelli, deciso oggi dal nuovo editore John Elkann. Proprio nel giorno in cui era partita la campagna nazionale #iostoconverdelli lanciata da alcune associazioni dei giornalisti in suo favore e contro le minacce di morte da parte di formazioni neofasciste.

 LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 23 APRILE

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

23 Aprile 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»