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Coronavirus, Cimaz (Pini): “In corso studio su pazienti reumatologici e risposta genica al Covid-19”

ROMA – Le malattie reumatologiche non riguardano solo gli adulti, come si potrebbe pensare, ma colpiscono anche i giovani e i bambini. Le terapie biologiche oggi sono la frontiera, ma e’ nato un centro al Gaetano Pini Cto che, insieme ad esperti dell’Universita’ degli Studi di Milano, sara’ dedicato a studiare la patologia e soprattutto l’evoluzione dall’eta’ pediatrica a quella dell’adulto. È in corso, inoltre, uno studio su un campione di pazienti reumatologici per indagare la loro risposta in presenza di infezione da Covid-19.

A spiegare all’agenzia di stampa Dire questo progetto e’ il Professor Rolando Cimaz, direttore dell’UOC di Reumatologia Pediatrica all’Istituto Ortopedico Gaetano Pini CTO di Milano.

“Da poche settimane abbiamo inaugurato questo centro di ricerca, il ‘Research Center for Adult and Pediatric Rheumatic Diseases’, che ha un nome internazionale perche’ lo vogliamo anche esportare all’estero. Il Centro e’ attivato all’interno dell’Universita’ degli Studi di Milano e in particolare con il Dipartimento di Scienze cliniche e Comunita’. Qui al Gaetano Pini, dove lavoro, abbiamo una Unita’ di Reumatologia Pediatrica diretta da me e una unita’ per adulti diretta dal professor Caporali con cui abbiamo iniziato un percorso di ricerca clinica e traslazionale. Da qui l’esigenza di costruire qualcosa di piu’ organico, quindi e’ nato il Centro di ricerca di cui sono responsabile scientifico che riunisce al suo interno una serie di professionisti di vari ambiti. Con i colleghi e professori dell’universita’ appartenenti a varie specialita’, dalla patologia generale alla statistica all’ortopedia e altre, vogliamo mettere in campo tutte le competenze che ci servono per poter iniziare i nostri percorsi di ricerca. All’interno dell’Universita’ di Milano esistono gia’ diversi centri di ricerca coordinati, il nostro e’ l’unico nel nostro ambito e ha degli obiettivi che ci consentiranno di studiare meglio le patologie reumatologiche in tutte le fasce di eta’, e in modo particolare il periodo delicato della transizione dall’eta’ pediatrica all’eta’ adulta”. 

– Spesso le malattie reumatologiche si associano all’eta’ adulta ed invece colpiscono i bambini. Quali sono i sintomi da non sottovalutare? Inoltre la qualita’ della vita e’ compromessa oppure no? 

“E’ vero che spesso, nell’immaginario collettivo, le malattie reumatologiche sono collegate all’eta’ avanzata ma ve ne sono di molti tipi e alcune si manifestano in eta’ piu’ giovane e possono anche colpire i bambini piccoli. Per fortuna quelle croniche sono patologie abbastanza rare. Un pediatra ne vedra’ poche nella sua carriera; essendo noi un centro di riferimento riceviamo invece tanti casi da tutta Italia e anche dall’estero. Da noi arrivano anche bambini piccoli addirittura nei primi di mesi di vita. Per un genitore, un adolescente o un giovane adulto in grado di gestire la propria salute, e’ sempre necessario fare inizialmente riferimento al proprio curante, nel caso del bambino invece al pediatra di famiglia. Questi, se lo riterra’ opportuno, inviera’ poi il paziente a valutazione specialistica. I segni e i sintomi delle patologie reumatologiche sono molto variabili, ma interessano quasi sempre l’apparato muscoloscheletrico, spesso con dolori, rigidita’, tumefazioni articolari. In caso di persistenza di questi segni il paziente va certamente valutato dal proprio medico e in casi sospetti e’ sempre importante rivolgersi ad un centro dedicato”. 

– Le patologie piu’ gravi richiedono il ricorso a terapie immunosoppressive che possono abbassare le difese immunitarie dell’organismo quali sono i consigli per i pazienti e i genitori dei piccoli durante la ‘fase 2′ che dovrebbe determinare un progressivo ritorno alle attivita’? 

“Gia’ normalmente per questi pazienti in cura con terapie immunosoppressive devono stare attenti, a prescindere da questa pandemia, a non contrarre infezioni. Si puo’ pero’ garantire una vita normale sia per gli adulti che per i bambini che devono, per quanto possibile, mantenere le normali attivita’ quotidiane. In questo momento c’e’ una paura maggiore, ma noi raccomandiamo semplicemente di seguire con rigore le regole stabilite quali il distanziamento sociale e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali. Nello specifico abbiamo dei dati confortanti, in quanto da una prima ricerca nell’ambito del nostro Centro sull’incidenza del Covid-19 non abbiamo trovato un’incidenza molto elevata anche in coloro che erano in terapia immunosoppressive come quelle con i farmaci biologici, sia nel bambino che nell’adulto”. 

– Ci parla del progetto relativo al Covid che avete attivato all’interno del nuovo Centro di ricerca? 

“Siamo inseriti in un network internazionale, 28 in totale i partner tra i quali l’Universita’ degli Studi di Milano, con una progettualita’ che e’ stata finanziata dalla comunita’ europea. Lo scopo e’ quello di studiare parametri biologici di RNA, cioe’ di trascrizione genica, per verificare su come il nostro organismo risponde a determinati stimoli. Inizialmente erano di tipo infettivo, con questo nuovo progetto andremo invece a studiare anche le forme infiammatorie tipiche delle malattie reumatologiche. Vista la pandemia abbiamo aggiunto anche al nostro studio lo scopo di reclutare pazienti con infezione da Sars-CoV-2 accertata o sospetta, per comprendere quale possa essere la loro risposta in termini di trascrizione genica. Il nostro obiettivo finale e’ quello di poter arrivare a mettere a punto un kit diagnostico, molto rapido, da effettuare anche a letto del paziente, e che possa dare informazioni anche sulla possibile evoluzione di malattia”.

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23 Aprile 2020
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