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VIDEO | Coronavirus, Villani (Sip): “Per i bambini sarà impensabile giocare in gruppo”

ROMA – Dalle uscite nei parchi al ritorno a scuola, dall’uso di mascherine e guanti fino al vaccino contro l’influenza e il Covid-19, l’agenzia Dire in vista della fase 2 ha chiesto come cambiera’ la vita dei bambini ad Alberto Villani, presidente della Societa’ Italiana di Pediatria e membro del comitato tecnico-scientifico che supporta la Protezione Civile nel superamento dell’emergenza. 

Ad inizio aprile Villani, che e’ anche direttore di Pediatria generale e Malattie infettive dell’ospedale pediatrico Bambino Gesu’ di Roma, aveva raccomandato che si poteva uscire con i bambini solo per motivi validi. 

Intanto, e’ cambiato qualcosa nel frattempo? Si ha l’impressione che qualche genitore abbia iniziato ad allentare le maglie… 

‘Tutte le misure che erano presenti nel decreto del presidente del consiglio sono ancora valide- risponde l’esperto- E li’ c’e’ scritto chiaramente che e’ possibile uscire di casa solo per motivi ben precisi: per necessita’ personali, come fare la spesa, per motivi di salute o di lavoro. Questo significa che se si ha la necessita’ di uscire per recarsi in un punto vicino a casa, questo e’ possibile farlo anche in presenza di un bambino.
Quello che deve essere assolutamente evitato sono gli assembramenti, perche’ la regola numero uno e’ quella del distanziamento sociale’.

Parliamo della fase 2, quando anche i bambini potranno ricominciare ad uscire. Sappiamo che gli adulti dovranno continuare ad adottare misure di distanziamento sociale e a indossare la mascherina, ma come si fa con i piu’ piccoli? Dovranno metterla anche loro? Pensa sia fattibile una cosa del genere? 

‘Sono tutte questioni allo studio che stanno coinvolgendo il comitato tecnico-scientifico, ci saranno indicazioni che verranno fornite- fa sapere Villani- Innanzitutto bisognera’ stabilire quali sono le situazioni che richiederanno la mascherina. Da parte dei pediatri, e non solo, c’e’ un grande impegno per cercare di favorire la possibilita’ di uscire di casa per i bambini, ma in sicurezza. Sono temi all’ordine del giorno e sono ragionevolmente certo che quando uscira’ il nuovo Dpcm ci saranno delle proposte. E speriamo che alcune di queste, che provengono dal mondo della pediatria, vengano accettate proprio per consentire in sicurezza l’attivita’ ludico-ricreativa anche all’aperto, ma nel rispetto di tutte le norme, per far si’ che non ci sia poi il rischio di estendere il contagio. Non ci dobbiamo dimenticare che, se e’ vero che le cose stanno andando in maniera soddisfacente, non ci troviamo ancora in una situazione di serenita’. Per quanto riguarda indossare o meno mascherine o altre accortezze, queste saranno misure da stabilire. Ma se un bambino sta all’aria aperta al parco e rispetta il distanziamento sociale non ha bisogno della mascherina, pero’ se magari va a trovare il nonno sara’ il caso che la metta lui, il nonno o tutte e due. Sono tutte situazioni allo studio e non c’e’ da sorprendersi, perche’ fino a quattro mesi fa nessuno avrebbe immaginato che il mondo si sarebbe bloccato per il Coronavirus’.

Dal 4 maggio, con un allentamento del lockdown, i bambini potranno tornare a giocare nei parchi oppure andare alle giostre, qualora dovessero riaprire? Serviranno ingressi contingentati anche in questi luoghi? Qual e’ il futuro che si prospetta per i bambini? 

‘Il futuro che si prospetta e’ quello ovviamente di una ripresa delle attivita’, ma non e’ pensabile che avvenga secondo le modalita’ di vita a cui eravamo abituati- risponde all’agenzia Dire Villani- Non e’ immaginabile, soprattutto in tempi brevi, che tutto torni come prima. Se non si avranno delle accortezze questo puo’ rappresentare un rischio concreto e serio che poi si precipiti di nuovo in situazioni drammatiche. Si stanno studiando delle opportunita’, ma chiaramente non sara’ pensabile l’aggregazione di un gruppetto di bambini che stanno insieme o che giochino a pallone al parco, almeno in questo momento non e’ proprio possibile. È invece pensabile consentire, e vedremo se sara’ realizzabile, il fatto che i bambini escano di casa e che magari stiano in uno spazio destinato solo a loro e ai loro familiari. Quindi se un bambino di 4 anni e uno magari di 6 stanno in un’area ben delimitata in un parco giochi questo sara’ consentito, ma sempre nel rispetto del distanziamento. Questo perche’ non sappiamo mai a quali rischi sono esposti gli altri, non sappiamo se sono in una fase dell’infezione in cui non hanno sintomi ma possono contagiare gli altri, non sappiamo se quel bambino che gioca con l’amichetto abbia un nonno a casa e se questo bambino poi possa infettare il nonno. Allora bisognera’ adoperare tutte le prudenza del caso. Colgo l’occasione per dire che ci sono molti soloni che fanno sentenze e hanno certezze, e buon per loro, ma avere certezze e’ fuori di ogni logica in una situazione che e’ nuova per tutti. Non conosciamo questo virus, non sappiamo ancora bene quali sono le sue caratteristiche, ma sappiamo che e’ in grado di determinare la morte di migliaia di persone e allora dobbiamo essere prudenti’.

I bambini, e’ noto, toccano tutto. Per loro e’ impensabile l’utilizzo dei guanti, che peraltro sono ancora piu’ dannosi, almeno cosi’ dicono gli esperti, se usati impropriamente…

Allora, la pulizia delle loro mani dovra’ diventare un gesto ancora piu’ frequente? ‘Dobbiamo fare appello soprattutto a cose facilmente realizzabili: distanziamento sociale e lavaggio delle mani- sottolinea Villani- Poi verranno anche le mascherine e i guanti, solo pero’ per situazioni specifiche, ma bisognera’ pensare a quali. Ripeto: per fare la passeggiata all’aperto non c’e’ bisogno della mascherina, se si rispetta il distanziamento sociale, cosi’ come se si sta insieme al papa’, alla mamma o al fratellino non c’e’ bisogno di guanti e mascherine, che dovranno essere usate su esatta indicazione’.

Si parla di una riapertura del Paese, ma probabilmente con delle differenziazioni a livello regionale. I bambini del nord saranno piu’ danneggiati rispetto a quelli del sud, potranno fare di meno? 

‘Siamo sempre nell’ambito delle supposizioni- risponde Villani- La situazione epidemiologica che c’e’ in Lombardia o in Piemonte non e’ la stessa che c’e’ in Molise o in Sicilia, quindi senz’altro si potra’ pensare a modalita’ diverse. Come sempre dobbiamo rispettare l’organizzazione del nostro Stato, abbiamo misure governative che costituiscono una sorta di minimo comun denominatore che tutti dobbiamo rispettare. Da parte delle diverse Regioni ci sara’ poi la possibilita’ di avere misure differenziate, che possono essere nel rispetto delle norme nazionali’.

Facciamo ancora un passo in avanti, arriviamo a settembre, quando con molta probabilita’ riapriranno le scuole. Cosa dovra’ cambiare tra i banchi di scuola? Ci saranno nuove regole da rispettare? 

‘Il Coronavirus, che ha drammaticamente stravolto la vita di tutti e in tutto il mondo, credo rappresenti anche una grande opportunita’ per quanto riguarda la scuola- dice Villani- Il ministro dell’Istruzione Azzolina ha previsto un tavolo tecnico per iniziare a fare una serie di considerazioni complessive, ma intanto ritengo che l’esperimento della formazione a distanza, impensabile fino a pochi mesi fa, abbia aspetti molto positivi che andranno ovviamente considerati in base a differenti eta’ e situazioni. È certamente auspicabile che a settembre ci sia la ripresa delle attivita’ didattiche, ma lo verificheremo in base alla situazione epidemiologica, e queste saranno connotate in un clima mondiale che puo’ essere tranquillamente definito A.C., cioe’ ‘Ante Coronavirus’. Nella formazione a distanza cruciale sara’ la disponibilita’ dei mezzi elettronici e la possibilita’ di accedere alla rete, perche’ questo presuppone un’equita’, cioe’ la possibilita’ che tutti gli studenti ne dispongano. Qualora sia possibile la frequenza della scuola, bisognera’ adottare tutte le misure di distanziamento e di protezione sia per i bambini sia per gli operatori. Si tratta di riprendere un diritto, che e’ quello all’istruzione, ma nel rispetto di tutta la salute’.

Molti genitori torneranno a lavoro e lasceranno i propri figli a nonni o babysitter. È rischioso?

‘Il governo sta giustamente valutando e rispettando la possibilita’ dello smart working, che puo’ consentire a moltissime famiglie di avere almeno un genitore che lavora da casa- spiega il pediatra- Questo gia’ da adesso si sta dimostrando possibile, io stesso ho delle segretarie che lavorano da casa e posso assicurare che non fanno mancare nulla della loro competenza e professionalita’. Ci sono anche tanti altri lavori, magari anche piu’ complessi e delicati, che possono essere svolto da casa. Questo secondo me e’ un principio fondamentale. L’altro aspetto e’ che bisognera’ trovare soluzioni che permettano ai genitori di gestire la situazione familiare, sono gia’ allo studio ed e’ chiaro che ci saranno alcune specificita’. Ma tornando al lavoro da casa, quella e’ gia’ una misura di interesse generale che potra’ riguardare moltissime famiglie’.

Parliamo allora di vaccini, su due livelli: secondo lei dovrebbe diventare obbligatorio il vaccino antinfluenzale? E guardando al futuro, sarebbe opportuna un’obbligatorieta’ anche del vaccino Contro il covid-19, quando sara’ disponibile? 

‘Da anni ci stiamo interessando al tema dei vaccini e grazie al decreto sull’obbligo per l’accesso scolastico la situazione vaccinale in Italia, nel senso di protezione per i bambini, e’ decisamente migliorata- risponde Villani- È molto importante che ci sia una cultura vaccinale e l’esperienza del Coronavirus sta testimoniando cosa significa non poter disporre di terapie adeguate o di un vaccino quando c’e’ un virus particolarmente insidioso. Ma non e’ che il Meningococco, lo Pneumococco o il virus influenzale siano meno pericolosi: e’ grazie ai vaccini che in Europa i morti per influenza si contano a centinaia, a migliaia, e non a milioni, ma credo che questo ormai sia radicato nella cultura di tutti. In merito alla vaccinazione antinfluenzale, come Societa’ italiana di Pediatria la promuoviamo da tantissimo tempo, soprattutto nella fascia d’eta’ sei mesi-sei anni, perche’ sono migliaia e migliaia i bambini che ogni anno si ammalano e che vengono ricoverati. I bambini con influenza tra l’altro rappresentano un veicolo di diffusione anche nell’eta’ adulta, presso gli anziani, quindi a maggior ragione qualora il Coronavirus ancora impazzasse per l’Europa e per il mondo sara’ importante proteggersi almeno dall’influenza, ma questo per piu’ motivi: essere protetti dalle varie malattie, oltre a potenziare geneticamente il sistema immunitario, consente poi di non fare indebolire l’organismo e quindi di renderlo piu’ facilmente attaccabile anche dal Coronavirus’.

Per i bambini e gli adolescenti e’ molto importante l’attivita’ fisica, che per ora e’ stata sospesa. Questo periodo di stop potra’ avere conseguenze sul loro stato di salute? 

‘È un po’ forte come espressione, ma io penso che ci si sia anche preoccupati di cosa accadeva ai bambini in Siria piuttosto che nello Yemen durante i bombardamenti. Allora, noi stiamo vivendo una situazione che e’ paragonabile a quella di un importante conflitto mondiale- dice all’agenzia Dire Villani- quindi che ci sia stato uno stop e’ ovviamente oneroso e preoccupante, ha conseguenze che sarebbe superficiale non considerare. Ma questo dipendera’ molto anche da quello che i genitori, gli adulti e coloro che hanno gestione dei bambini avranno saputo fare. Come Sip abbiamo piu’ volte ribadito, anche grazie alla collaborazione con l’Istituto di Ortofonologia per quanto riguarda gli aspetti psicologici, che il bambino e’ lo specchio fedele dell’ambiente in cui vive. Per cui se in famiglia questa situazione di emergenza viene fatta vivere in un certo modo, le conseguenze saranno molto alleviate. Certo, ci saranno, perche’ e’ un cambiamento di vita, ma noi come societa’ di pediatria abbiamo fatto un decalogo che contiene tutta una serie di situazioni, tra cui anche la possibilita’ di fare attivita’ fisica all’interno del proprio domicilio, sfruttando l’appartamento stesso, ma anche terrazze e cortili. Abbiamo fatto anche una sorta di diario in cui e’ schematizzata la ripartizione dei diversi momenti della giornata e se ognuno di noi riuscisse con i propri figli a tener conto di quel diario gia’ questo aiuterebbe molto. Cosi’ come aiuta molto non tenere sempre accese la televisione e la radio, dove si parla sempre e solo di Coronavirus. Da una certa ora in poi bisogna creare un giusto clima, soprattutto con i bambini piu’ piccoli, rivivendo magari insieme i momenti gioiosi della giornata, in modo che questo favorisca un addormentamento piu’ sereno. Insomma- conclude Villani- le modalita’ per rendere il tutto meno gravoso ci sono, basta solo applicarle’.

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23 Aprile 2020
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