Renzi: “Ridicoli grillini e leghisti che dicono di no al Mes”

Per Renzi bisogna ripartire senza più perdere tempo: "Il rischio è che se non moriamo di Covid oggi moriamo di fame tra sei o otto mesi"
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ROMA – “Tra un anno torna il tempo bello, ma se quest’anno muoio sai che me ne faccio? Ecco perché è giusto prendere i soldi in Europa, ecco perché sono ridicoli quei grillini e quei leghisti che dicono di no al Mes. Il Mes è un prestito a condizioni agevolate, allora dici di non prendere il prestito – se te lo puoi permettere non lo prendere – ma se sei con l’acqua alla gola e te lo danno a condizioni buone lo prendi eccome e non a caso Conte ha trovato una formula abbastanza arzigogolata per dire che naturalmente prenderà questo prestito. Servono i soldi dell’Europa, i soldi di tutte le istituzioni, ma serve anche sapere che supereremo questa crisi prendendo i soldi al debito, prendendo i soldi ai nostri figli. Abbiamo fatto questo complicato lockdown per salvare i nostri nonni, bene, ma lo faremo con i soldi dei nostri figli, è bene saperlo perché alla fine i conti devono essere pagati”. Lo dice il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, a Rtl 102.5 durate Non Stop News.

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“DOBBIAMO RIPARTIRE, POI VEDREMO CHI HA SBAGLIATO”

“Francamente, penso che non gliene freghi niente a nessuno in questo momento di capire se Italia Viva esce dalla maggioranza, quello che interessa a tutti è capire se gli italiani escono di casa. Io dal giorno in cui il paziente uno è stato ricoverato – circa due mesi fa -ho interrotto ogni tipo di discussione su Italia Viva e il Governo, io sto con Conte a livello nazionale, come con Fontana in Lombardia, Zaia in Veneto, Zingaretti nel Lazio, con Rossi in Toscana, io sto con l’Italia. Tutto il resto verrà, bisognerà chiarire chi ha sbagliato, cosa non ha funzionato, ma oggi dobbiamo piano piano ripartire e io l’ho detto, abbastanza solo, all’inizio e lo dico di nuovo adesso”, dice ancora Renzi a Rtl 102.5 durate Non Stop News.

“Ogni settimana che perdiamo- aggiunge- avrà ripercussioni non tra una settimana, non il mese prossimo, ma a settembre e ottobre. Il rischio è che se non moriamo di Covid oggi moriamo di fame tra sei o otto mesi, anche perché gli altri Paesi hanno chiuso di meno, hanno avuto una capacità diversa di tenere le fabbriche aperte, la crisi economica sociale sarà durissima, per me l’Italia ce la può fare, bisogna mettersi tutti insieme e mettere la parte le polemiche. E se lo dico io che ho un certo background si può capire che è una fase in cui tutti debbono dare una mano”.

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23 Aprile 2020
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