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Ex Ilva, i genitori tarantini scrivono a Mattarella: “Fermi la fabbrica”

L'associazione 'Genitori tarantini' chiede a Mattarella di "fermare le assurde e inaccettabili manovre di questo governo"

Pubblicato:23-03-2022 14:44
Ultimo aggiornamento:23-03-2022 16:42
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BARI – “Presidente Mattarella, la democratica Repubblica che Lei rappresenta si è macchiata e continua a macchiarsi di un delitto contro il suo stesso popolo, in offesa alla Costituzione italiana. Non esiste produzione strategica che, come contraltare, veda cittadini, in particolare bambini, costretti ad ammalarsi, soffrire e in troppi casi morire. La Costituzione è chiara in merito a questo, visto che l’unico diritto definito “fondamentale” è quello alla salute, che, come Lei ci insegna, richiama anche all’interesse della collettività”. È un passaggio della lettera inviata al Capo dello Stato, Sergio Mattarella dai componenti dell’associazione “Genitori tarantini” che chiedono di “fermare le assurde e inaccettabili manovre di questo governo che, al pari dei precedenti, continua a voler favorire la produzione di acciaio per mezzo del carbone, già chiusa definitivamente a Genova (2005) e a Trieste (2020), a scapito della salute umana, della salubrità ambientale, della biodiversità e del clima”.

Non vogliamo più essere le vittime di una zona di sacrificio che offende la dignità umana – prosegue la lettera -. Non vogliamo più veder soffrire e morire i nostri figli. Non vogliamo più soffrire per un ingiustificabile razzismo ambientale che ci pone, come tarantini, a un livello inferiore rispetto agli altri italiani. Non vogliamo più tutto questo”. 

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