Vaccino, Galli: “Se riuscissimo a produrre Sputnik sarebbe arma in più”

massimo galli
"Il sistema a doppio vettore virale può essere la svolta per i soggetti vulnerabili", ha detto il direttore malattie infettive al Sacco di Milano
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Sputnik è sicuramente un’arma a disposizione in più, se riuscissimo a produrlo su suolo comunitario sarebbe ottimo perché si giova del sistema a doppio vettore virale“. Così Massimo Galli, direttore malattie infettive al Sacco di Milano, partecipando al Forum di dialogo italo-russo su ‘Evoluzione della pandemia, focus sul vaccino russo Sputnik V, sue caratteristiche e prospettive di utilizzo‘.

“Dal lavoro pubblicato su Lancet, a proposito dei risultati dei trial dello Sputnik – spiega Galli – trovo ci siano molti aspetti interessanti. A partire dall’innovazione di usare due vettori virali tra prima e seconda dose che quindi riesce a veicolare la seconda stimolazione senza essere contrastato dagli anticorpi umani. E’ un approccio interessante, tanto da essere stato utilizzato in studi collaborativi, in un caso il doppio vettore è stato utilizzato anche nel caso di un trial di AstraZeneca e questo ci conferma quanto questo aspetto innovativo di Sputnik sia importante e incoraggiante, così come i dati emersi dal trial con il farmaco russo”.

Oltre l’entusiasmo scientifico, Galli non può però fare a meno di sottolineare che “il punto è, in questo momento, chiedersi quanto si potrà utilizzare in Italia e in Europa lo Sputnik: mi auguro che siano facilmente superabili i processi autorizzati di Ema, accanto al fatto che una produzione su suolo comunitario risolverebbe il problema. Io e il mio gruppo rimaniamo a disposizione sia per studi specifici che per valutazioni sul campo, in gruppi particolari, per studiare il vaccino e stabilire la qualità della risposta delle persone vaccinate con Sputnik, una volta che riusciremo a farlo. Mi domando anche se – aggiunge ancora Galli – le persone vulnerabili potranno giovarsi maggiormente di un vaccino con doppio vettore virale come il farmaco russo che si rivela essere più specifico per generare una risposta immunitaria adeguata in questi soggetti. In questo momento un vaccino anche di questo tipo è un’arma in più che ci farebbe molto comodo“.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»